(Adnkronos) – Dalla Legge di Bilancio 2026 arriva la stretta sulle fatture che la Pubblica Amministrazione deve pagare a professionisti e professioniste che hanno cartelle da sanare. Le novità entreranno in vigore a partire dal prossimo 15 giugno nella loro versione rivista dalla legge di conversione del Decreto Fiscale e riguardano le fatture sotto i 5.000 euro.
L’ultima Manovra, infatti, aveva previsto un taglio indiscriminato sui redditi da lavoro autonomo: bastava anche un solo euro di debito per far scattare le trattenute.
Dopo le richieste del mondo professionale, le novità inserite nel DL n. 38 del 2026 limitano il meccanismo di compensazione alle cartelle a partire da 5.000 euro.
Oggetto di revisione è l’articolo 48-bis del Dpr n. 602 del 1973 che stabilisce una serie di regole che la Pubblica Amministrazione deve seguire prima di procedere con i pagamenti a società, lavoratori e lavoratrici, professionisti e professioniste.
Le novità in arrivo dal mese prossimo interessano in particolar modo i redditi di lavoro autonomo: si introduce la necessità di effettuare un controllo preliminare prima di erogare i compensi dovuti, anche con fatture di importi bassi.
Nel caso in cui dalle verifiche emerga la presenza di debiti non pagati per un importo pari o superiore a 5.000 euro, la PA dovrà assumere un ruolo di mediazione tra il contribuente e la Riscossione.
Nel caso in cui si superi la soglia stabilita, la Pubblica Amministrazione dovrà corrispondere direttamente l’importo della fattura alla Riscossione “fino a concorrenza del debito risultante dalla verifica”.
Soltanto se la cifra dei compensi supera quella del debito da sanare, il professionista riceverà l’importo residuo.
Per il pagamento di un importo superiore a 5.000 euro, invece, in caso di cartelle almeno pari alla stessa cifra, la PA blocca la fattura e segnala la circostanza alla Riscossione competente per territorio.
Il limite dei 5.000 euro per le cartelle è stato introdotto dal DL Fiscale per mitigare il meccanismo delle trattenute, nella versione originaria sarebbero bastati anche pochi euro di debito a ridurre i compensi da ricevere.
Nonostante la revisione, che circoscrive il campo di applicazione, la ratio della norma resta invariata. E i primi chiarimenti che sono arrivati dal Ministero della Giustizia, con una circolare del 17 marzo, non sembrano perdere validità.
Si preannuncia un’applicazione rigida delle regole: le eventuali trattenute scatteranno “indipendentemente dalla data di acquisizione dei documenti contabili o dalla riferibilità delle prestazioni professionali a periodi precedenti”.
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