VIAREGGIO – I listini delle spiagge attrezzate registrano aumenti diffusi lungo tutta la penisola per la stagione estiva 2026, coinvolgendo anche la costa toscana. A Viareggio, la spesa media per l’affitto di un ombrellone e due lettini nelle prime quattro file ammonta a 232 euro a settimana nei primi sette giorni di agosto.
I dati arrivano da un’indagine condotta da Altroconsumo, che ha preso in esame 222 stabilimenti balneari distribuiti in dieci località marine italiane, posizionando la meta versiliese in una fascia medio-alta. Il vertice della classifica per i costi più elevati appartiene alla ligure Alassio, dove la tariffa media settimanale sfiora i 340 euro e tocca i 368 euro per la prima fila. Seguono Gallipoli con 324 euro, Alghero con 274 euro e Taormina a quota 237 euro. Le cifre calano nella fascia adriatica e nord-orientale: Lignano si attesta sui 157 euro, Rimini a 158 euro e Senigallia a 159 euro. Nel centro-sud, Anzio registra un costo medio di 179 euro, mentre Palinuro si ferma a 188 euro.
A fare da sfondo a questo quadro sono i rilievi elaborati dal Codacons, che evidenziano una crescita generale dei prezzi del 12,9% su base annua. Nel dettaglio delle singole offerte, il costo dell’ingresso giornaliero è salito del 4%, passando da 35,74 euro a 37,35 euro. Gli abbonamenti su scala mensile e stagionale, insieme al nolo della singola sdraio, subiscono un rialzo del 3%. Si registra invece un incremento più contenuto, pari al 2%, per il noleggio delle attrezzature sportive e ricreative come sup, canoe e pedalò.
Per arginare i costi e contrastare il ‘caro ombrellone’, i visitatori ricorrono a diverse soluzioni pratiche. Tra le opzioni più diffuse compaiono la scelta delle formule a mezza giornata, valide al mattino oppure dopo le 14,00, la condivisione degli abbonamenti con familiari o amici e l’acquisto di pacchetti comprensivi di servizi aggiuntivi come il pranzo e l’aperitivo.
Aumenta parallelamente il ricorso agli arenili ad accesso gratuito. Secondo le rilevazioni di Altroconsumo, sebbene il 37% degli italiani continui a preferire i servizi dello stabilimento attrezzato, il 35% orienta ormai la propria scelta verso la ‘spiaggia libera’, riducendo in modo significativo lo scarto tra le due opzioni di fruizione della costa.
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