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Sciopero industria in Toscana: migliaia in corteo a Firenze. Confindustria: “Condividiamo le stesse preoccupazioni”

Migliaia in corteo giovedì 9 luglio a Firenze per la giornata di sciopero regionale dell’industria in Toscana organizzato da Cgil, Cisl e Uil.

Il corteo è partito da piazza Bambine e bambini di Beslan, alla Fortezza Da Basso, per raggiungere la Prefettura in via Cavour. Gli interventi dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Toscana, Rossano Rossi, Silvia Russo e Paolo Fantappiè.

 

Sciopero industria in Toscana: migliaia in corteo a Firenze. Confindustria: "Condividiamo le stesse preoccupazioni"
(Foto Fb Cgil Firenze)

Hanno partecipato al corteo il segretario generale nazionale della Fiom Michele De Palma e il segretario generale nazionale della Fim Ferdinando Uliano. Le delegazioni dei sindacati  ricevute da Confindustria Toscana, Regione Toscana e Prefettura.

 

Sciopero industria in Toscana: migliaia in corteo a Firenze. Confindustria: "Condividiamo le stesse preoccupazioni"
(Foto Fb Consiglieri regionali Pd)

In piazza, tra gli altri, anche Sara Funaro, sindaca di Firenze, Claudia Sereni, sindaca di Scandicci, Alessandra Nardini, assessora regionale, i consiglieri regionali Pd, Lorenzo Falchi, consigliere regionale Avs.

Sciopero industria in Toscana: migliaia in corteo a Firenze. Confindustria: "Condividiamo le stesse preoccupazioni"
(Foto Fb Fim-Cisl Toscana)

Giani, presidente Regione Toscana, ha ricevuto una delegazione sindacati:  “Abbiamo concordato un incontro da tenersi in Regione entro 10 giorni. Lo spirito è propositivo, vogliamo concertare iniziative comuni per affrontare l’attuale crisi dell’industria. Il ruolo della Regione Toscana resta centrale e l’ascolto dei sindacati potrà portare ad iniziative concrete. L’idea è quella di costruire insieme un agenda per affrontarla al meglio”.

 

Fabrizio Bernini, presidente di Confindustria Toscana, ha ricevuto la delegazione composta dalle delegazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil Toscana. “Condividiamo le stesse preoccupazioni sulla deindustrializzazione della nostra regione espresse dalle organizzazioni sindacali”.

Sciopero industria in Toscana: migliaia in corteo a Firenze. Confindustria: "Condividiamo le stesse preoccupazioni"
Nella foto, Fabrizio Bernini, presidente Confindustria Toscana (Foto Fb Confindustria Toscana Sud)

Poi Bernini: “Le incertezze economiche globali e le difficoltà che colpiscono settori chiave della nostra manifattura richiedono una risposta coesa e immediata. Come ho ribadito fin dall’inizio del mio mandato, le difficoltà economiche di imprese e famiglie devono stare saldamente in testa a tutte le agende politiche. Dobbiamo mettere le imprese nelle condizioni di produrre, investire ed esportare di più, partendo dalla valorizzazione del nostro saper fare, ma allo stesso tempo dai settori più innovativi e tecnologici. Per farlo servono politiche industriali mirate, un utilizzo più efficace dei fondi europei e interventi concreti per ridurre il costo dell’energia che oggi penalizza la competitività del nostro sistema produttivo. Dobbiamo lavorare tutti insieme ad un percorso che punti all’obiettivo della reindustrializzazione della Toscana. Noi siamo pronti a mettere la nostra expertise imprenditoriale a supporto di un lavoro comune e sinergico con tutte le parti sociali e istituzionali”.

L’incontro, spiega in un comunicato Confindustria Toscana, richiesto dalle organizzazioni sindacali, oggi in piazza per lo sciopero dell’industria Toscana, è avvenuto a Firenze nel palazzo di Confindustria e ha visto la partecipazione anche del presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa Lapo Baroncelli: “Istituzioni, imprese e sindacati devono concorrere tutti verso l’unico scopo quello di difendere il nostro patrimonio produttivo, il nostro saper fare e il nostro capitale umano”.

Rossano Rossi, Cgil: “Siamo di fronte a una settantina di tavoli aperti per le vertenze nuove, oltre a una ventina di vertenze storiche, dalle acciaierie di Piombino alla Sanac. Ci sono oltre 15.000 lavoratori in cassa integrazione, che sta prendendo più sempre più la dimensione di Cig straordinaria che è l’anticamera dell’inferno perché poi si chiude. I licenziamenti per motivi economici negli ultimi 5 anni sono stati oltre 20.000, si sta parlando di una regione che sta scivolando verso il basso”. “Cerchiamo di trovare soluzioni innovative usando le nuove strutture digitali, ma occorre fare rete tra le aziende, perché il problema della nostra regione è anche la presenza di piccole e piccolissime aziende che, rispetto al treno delle grandi strutture che sono venute a investire in Toscana, hanno necessità di agganciare questo periodo di ricostruzione dell’industria in maniera forte. Occorre che la Regione le aiuti a fare rete, perché altrimenti non vengono raggiunte dalle nuove forme di digitalizzazione e innovazione organizzativa”.

Sciopero industria in Toscana: migliaia in corteo a Firenze. Confindustria: "Condividiamo le stesse preoccupazioni"
(Foto Fb Uil Toscana)

Fantappiè: “A Governo e Regione chiederemo di fare intanto degli investimenti pubblici. Ma chiederemo anche ai privati di fare la loro parte, perché molte aziende, specialmente quelle del settore moda, hanno fatto dei grandi utili ma non li hanno reinvestiti sul lavoro, si sono dileguate. Chiediamo che ci siano investimenti privati e pubblici per rilanciare: bisogna darci una svegliata perché perdere l’industria vuol dire impoverire fortemente la Toscana. Non possiamo pensare di vivere solo di turismo, di servizi, di terziario”.

Sciopero industria in Toscana: migliaia in corteo a Firenze. Confindustria: "Condividiamo le stesse preoccupazioni"
(Foto Fb Fit-Cisl Massa Carrara e Versilia)

Cisl Toscana: “La Toscana conferma circa 310.000 addetti nell’industria, ma perde 2.000 occupati rispetto al 2024. Il peso dell’industria sul Pil regionale è sceso al 19,2%, il livello più basso degli ultimi venticinque anni. Un dato che evidenzia il progressivo arretramento del comparto manifatturiero e che rende ancora più urgente l’adozione di misure straordinarie a sostegno del sistema produttivo. Senza un vero piano industriale, la Toscana rischia di chiudere il 2026 con un’ulteriore perdita di 3.000-4.000 posti di lavoro industriali.

CINZIA GORLA

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