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Anziana di Viareggio sventa la truffa del falso contrassegno

VIAREGGIO – Si presentavano al telefono come alti funzionari delle Fiamme Gialle o ispettori per agganciare le proprie vittime e costringerle a pagare costosi contrassegni, ma l’astuzia di una cittadina e il tempestivo intervento dei militari veri hanno fatto saltare il piano. I finanzieri del gruppo di Viareggio hanno sventato un’articolata truffa, nota come il raggiro “del contrassegno postale”, denunciando una persona e mettendo sotto sequestro il materiale utilizzato per l’illecito.

La macchina del raggiro si era messa in moto nello scorso mese di ottobre, quando un sedicente promotore editoriale aveva contattato telefonicamente una signora viareggina. Con modi affabili, l’uomo aveva proposto la sottoscrizione di un abbonamento a un periodico d’informazione sulle forze dell’ordine, presentando l’iniziativa come una nobile forma di sostegno all’operato e al sacrificio delle donne e degli uomini in divisa. Nonostante la donna non avesse fornito alcun consenso né firmato alcun contratto, nei giorni scorsi il copione è entrato nella sua fase operativa più aggressiva. La vittima è stata nuovamente contattata e avvisata dell’imminente consegna di un pacco contenente la rivista. Di fronte alle immediate rimostranze della signora, l’interlocutore l’ha rassicurata falsamente, spiegando che all’interno della spedizione avrebbe trovato la modulistica necessaria per esercitare il diritto di recesso e annullare tutto.

Insospettita da quella strana procedura, la donna ha deciso di non cedere e si è presentata direttamente alla caserma della Guardia di Finanza di Viareggio per esporre i fatti. Proprio mentre i militari stavano raccogliendo a verbale le dichiarazioni della parte lesa, il telefono della donna ha squillato nuovamente. All’altro capo del filo c’era il fantomatico “dottor Capassi dall’ispettorato di Finanza”, il quale, sfoggiando un marcato accento milanese e qualificandosi stavolta come un ispettore, ha intimato alla signora di ritirare il pacco ormai in consegna, specificando che l’unico modo per ottenere la disdetta definitiva del servizio era il contestuale pagamento di un bollettino postale dell’importo di 180 euro.

I finanzieri, che hanno assistito in diretta alla conversazione telefonica, hanno capito immediatamente che si trattava di una truffa in piena regola e hanno attivato i riscontri urgenti. Sotto il coordinamento e l’autorizzazione della procura della Repubblica di Lucca, le Fiamme Gialle hanno intercettato la spedizione postale prima che venisse recapitata, bloccandola e sottoponendola a sequestro giudiziario. All’interno del plico i militari hanno rinvenuto una rivista che richiamava genericamente le attività della protezione civile, utilizzata come mero specchietto per le allodole per giustificare la richiesta di denaro.

I preliminari accertamenti investigativi sviluppati dai finanzieri viareggini hanno già permesso di dare un nome e un volto a uno dei soggetti coinvolti nell’organizzazione del raggiro, che è stato deferito all’autorità giudiziaria. Le indagini restano comunque aperte e sono tuttora in pieno svolgimento per identificare l’intera rete di complici che si nasconde dietro questa articolata truffa. Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Lucca ha colto l’occasione per richiamare l’attenzione dei cittadini, sottolineando come queste condotte illecite prendano di mira con particolare frequenza le persone più anziane e vulnerabili, facendo leva sulla loro buona fede e sul rispetto che nutrono verso le istituzioni.

I militari invitano a diffidare sempre di richieste telefoniche di denaro a qualsiasi titolo e a segnalare immediatamente ogni episodio sospetto al numero di emergenza 117.

REDAZIONE

© Riproduzione riservata

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