Donne e uomini sono davvero così diversi come siamo abituati a pensare? E bene, per secoli abbiamo alimentato il mito che i cervelli maschili e femminili fossero mondi alieni e incompatibili. Oggi, una ricerca pubblicata sulla rivista Science demolisce i cliché e ci consegna una realtà molto più sfumata e affascinante: non siamo pianeti diversi, ma lo spartito genetico dei nostri neuroni viene “suonato” con un volume leggermente differente a seconda del sesso biologico.
L’atlante da un milione di cellule
Lo studio, guidato da Alex R. DeCasien del National Institute of Mental Health, rappresenta una novità per le neuroscienze. I ricercatori hanno analizzato circa 1,2 milioni di cellule provenienti da sei diverse regioni della corteccia cerebrale di 30 donatori. Grazie a tecnologie di trascrittomica, la disciplina biologica che studia l’insieme completo degli Rna messaggeri presenti in una cellula, tessuto o organismo a singola cellula, il team ha potuto osservare l’attività di 680.000 neuroni eccitatori, 290.000 neuroni inibitori e centinaia di migliaia di cellule gliali, le instancabili “assistenti” del cervello.
Il risultato è una mappa ad altissima risoluzione che identifica dove e come i cromosomi sessuali e gli ormoni lasciano la loro impronta molecolare.
Il paradosso dello 0,1%: più simili che diversi
Il dato che più sorprende è la magnitudo di queste differenze. Secondo l’analisi di oltre 4.300 geni, il sesso biologico spiega meno dell’1% della variazione totale nell’espressione genica tra le cellule cerebrali. Esiste, in effetti, molta più variabilità tra due uomini o tra due donne che tra i due sessi complessivamente. Tuttavia, all’interno di questo margine sottile, gli scienziati hanno isolato un “nucleo duro” di 133 geni (di cui 119 non situati sui cromosomi sessuali) che mostrano differenze costanti tra maschi e femmine in tutte le regioni e i tipi cellulari studiati. È quello che il co-autore Armin Raznahan definisce il “ground zero” degli effetti molecolari del sesso.
La geografia della diversità: l’area dei volti
Le differenze non sono distribuite in modo uniforme. La zona dove il sesso sembra pesare di più è la corteccia fusiforme, un’area cruciale per il riconoscimento dei volti e i comportamenti sociali. In questa regione, i neuroni e le cellule gliali (come astrociti e oligodendrociti) mostrano firme genetiche nettamente distinte. Questi schemi non dipendono solo dalla genetica (cromosomi XX o XY), ma sono profondamente influenzati dai recettori ormonali.
Molti di questi geni, pur non essendo sui cromosomi sessuali, rispondono direttamente a ormoni come estrogeni e testosterone, suggerendo che il corpo e il cervello dialoghino costantemente per modulare la nostra biologia.
Donne e uomini hanno cervelli diversi: lo conferma l’Intelligenza artificiale
Perché uomini e donne si ammalano diversamente?
La vera portata di questa scoperta è medica. Comprendere queste “firme” molecolari fornisce una leva per spiegare perché alcune patologie abbiano una preferenza di genere. I ricercatori, infatti, si sono chiesti perché malattie come schizofrenia, Adhd e Parkinson colpissero più frequentemente gli uomini, mentre Alzheimer, depressione e ansia sono più comuni nelle donne.
Avere a disposizione questo atlante significa poter studiare come un gene di rischio per l’Alzheimer interagisca con un ambiente cellulare femminile rispetto a uno maschile. Questo approccio potrebbe portare, così, a trattamenti personalizzati, superando l’era della medicina “taglia unica” che spesso ha ignorato le specificità biologiche legate al sesso.
Natura o cultura? L’intreccio inestricabile
Gli scienziati invitano però a non cadere nel determinismo biologico. Il cervello è l’organo più plastico che possediamo e queste differenze di espressione genica sono istantanee scattate in un momento preciso della vita adulta. “Sesso e genere sono profondamente legati e questo legame si complica nel corso dell’esistenza”, spiega Raznahan. Molte delle variazioni osservate potrebbero essere il risultato del modo in cui l’ambiente e le esperienze di vita legate al genere influenzano la nostra biologia. In futuro, sarà fondamentale capire quando queste differenze emergano durante lo sviluppo e quanto siano influenzate dalla nostra interazione con il mondo.
In conclusione, la scienza ci dice che non siamo “cervelli opposti”, ma varianti di uno stesso, straordinario progetto biologico, dove anche un minuscolo sussurro genetico può fare la differenza tra salute e malattia. “Le differenze di genere nel cervello – ha spiegato Jessica Tollkuhn, neuroscienziata e biologa molecolare presso il Cold Spring Harbor Laboratory di New York -. tendono ad essere estremamente sottili. La maggior parte del cervello non mostra tali differenze nel suo funzionamento quotidiano”.
—
Popolazione
content.lab@adnkronos.com (Redazione)


