FIRENZE – La giunta regionale della Toscana ha approvato una nuova proposta di legge interamente dedicata alla gestione e all’impiego dell’intelligenza artificiale. Il testo normativo, illustrato a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente Eugenio Giani e dall’assessore all’Innovazione digitale Alberto Lenzi, si appresta ora a passare al vaglio del Consiglio regionale. L’impianto legislativo nasce con il preciso intento di fornire alla collettività gli strumenti necessari per un approccio consapevole alle nuove tecnologie, ponendo la Toscana in una posizione di avanguardia nel panorama nazionale ed europeo.
La visione e l’inquadramento normativo
L’iniziativa si inserisce coerentemente nel solco tracciato dall’AI Act europeo, dalla normativa statale 132/2025 e dalle direttive Unesco, affiancandosi alle precedenti azioni regionali come la legge 57/24 sull’innovazione e l’integrazione dell’IA in piattaforme pubbliche quali me.toscana. Le istituzioni toscane intendono governare il progresso tecnologico affinché non diventi un fattore di moltiplicazione delle disuguaglianze o di concentrazione del potere. Al contrario, l’obiettivo dichiarato è trasformare il territorio in un vero e proprio laboratorio di innovazione democratica, dove lo strumento algoritmico supporti l’essere umano senza sostituirlo, restando rigorosamente subordinato alle necessità della comunità.
Il diritto all’equilibrio tecnologico e la “felicità digitale”
Tra i concetti cardine della proposta spicca il riconoscimento della cosiddetta felicità digitale. Tale principio mira a garantire a ogni individuo un rapporto sano e non alienante con gli strumenti avanzati, tutelando il diritto alla disconnessione e preservando le capacità umane autonome attraverso una chiara demarcazione tra le attività online e offline. La normativa punta infatti a salvaguardare e promuovere le competenze umane fondamentali, come lo spirito critico e le capacità di analisi e sintesi, evitando che queste prerogative vengano delegate in modo passivo ai sistemi algoritmici.
I presìdi territoriali e l’Osservatorio regionale
Per tradurre questi principi in azioni concrete, la Regione ha delineato una strategia di supporto strutturata su due livelli. A livello territoriale, i Punti di Facilitazione Digitale assumeranno un ruolo nevralgico, dotandosi di una nuova carta dei servizi per guidare la popolazione, a partire dalle fasce più vulnerabili, verso un uso responsabile della tecnologia. Parallelamente, verrà istituito un Osservatorio regionale sull’intelligenza artificiale, un organo multidisciplinare che coinvolgerà esperti, rappresentanti del comparto sanitario e mondo del lavoro. Questo ente avrà il doppio incarico di monitorare l’evoluzione tecnologica sul territorio, in sinergia con IRPET e l’Ufficio regionale di statistica, e di accogliere le segnalazioni dei cittadini per garantire un trattamento equo e prevenire qualsiasi forma di discriminazione derivante dall’uso dell’IA.
Tutela dell’occupazione e formazione scientifica
Un’attenzione rigorosa è rivolta alla tutela del mondo del lavoro e all’istruzione. Attraverso la rete dei Centri per l’Impiego, l’Agenzia regionale attiverà misure per illustrare le potenzialità di ricollocazione legate all’intelligenza artificiale. Contestualmente, in collaborazione con le organizzazioni sindacali incluse nell’Osservatorio, si promuoveranno percorsi di riqualificazione per arginare il rischio di sostituzione del personale e fornire nuove competenze specifiche. Sul fronte accademico e scolastico, le Università e gli enti di ricerca toscani forniranno il necessario supporto metodologico tramite un Centro di Competenza regionale, mentre nelle scuole saranno avviate campagne educative per insegnare a giovani e adulti a comprendere il funzionamento degli algoritmi e a identificare alterazioni digitali come i deepfake.
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