VIAREGGIO — A Viareggio la corsa alle elezioni comunali del 2026 si presenta come una delle più imprevedibili della Toscana. La città versiliese arriva al voto dopo anni di amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Del Ghingaro, figura politica atipica che ha costruito il proprio consenso soprattutto su liste civiche e leadership personale.
La questione centrale riguarda proprio la successione a Del Ghingaro. Il nome che più di tutti anima il dibattito politico cittadino è quello di Marialina Marcucci, imprenditrice ed ex presidente della Fondazione Carnevale. La sua eventuale candidatura è considerata da molti osservatori una possibile figura di sintesi capace di raccogliere consensi sia nell’area progressista sia nel mondo civico moderato.
Accanto a questa ipotesi si muovono anche altri possibili protagonisti della competizione elettorale. Nel centrosinistra tutto è affidato (per ora) alle primarie che si terranno proprio domenica (15 marzo) e che vedono in corsa l’ex vicesindaca Federica Maineri, l’ex assessore regionale ed ex presidente della Provincia, Stefano Baccelli e Antonella Serafini, espressione di Sinistra Italiana, mentre nel centrodestra vengono citati esponenti locali di partito e figure civiche vicine all’imprenditoria turistica.
La particolarità politica di Viareggio è che le dinamiche locali spesso superano quelle dei partiti nazionali. Qui contano molto i rapporti civici, il radicamento territoriale e la capacità di costruire alleanze trasversali.
Per questo motivo il voto del 2026 potrebbe trasformarsi in una competizione molto aperta, dove il fattore decisivo sarà la credibilità personale dei candidati più che il peso delle coalizioni politiche.
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