FIRENZE – Oltre 350 irregolarità riscontrate su un totale di 577 interventi eseguiti tra maggio e agosto. È il bilancio del piano di controlli economico-finanziari promosso dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Firenze lungo l’arco della stagione estiva. Un dispositivo capillare orientato dall’analisi di rischio e dall’incrocio delle banche dati, che ha permesso di indirizzare le ispezioni sui contesti con più elevate criticità a tutela di consumatori e imprese regolari.
Sul fronte della certificazione dei ricavi e dei pagamenti elettronici, i finanzieri hanno svolto 500 verifiche rilevando 314 violazioni, con sanzioni amministrative che sfiorano complessivamente i 300mila euro. Tra gli episodi emersi figura il caso di un esercente della provincia che applicava ai clienti un sovrapprezzo arbitrario sulle transazioni tramite Pos con la giustificazione di recuperare le commissioni bancarie; gli accertamenti hanno inoltre evidenziato la mancata integrazione tra il terminale di pagamento e il registratore telematico di cassa, condotta sanzionata anche ai sensi del Codice del consumo.
Particolarmente incisiva si è rivelata l’azione di contrasto al lavoro sommerso: su 48 aziende analizzate 23 sono risultate non a norma. Dei complessivi 85 lavoratori identificati nel corso dei blitz, 42 – pari a quasi la metà del totale – sono risultati impiegati completamente ‘in nero’, sprovvisti di contratti e delle tutele previdenziali e assicurative di legge. L’importo totale delle sanzioni proposte in questo ambito supera i 130mila euro.
Le verifiche delle Fiamme Gialle hanno infine riguardato il pagamento del canone radiotelevisivo speciale per le attività commerciali e ricettive, portando all’accertamento di 11 irregolarità su 29 controlli effettuati.
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