LUCCA – Una complessa rete criminale capace di drenare oltre 10 milioni di euro dalle casse dello Stato attraverso l’indebito ricorso ai bonus edilizi è stata smantellata dalla Guardia di Finanza di Lucca. L’operazione, scattata alle prime luci dell’alba, sta vedendo impegnati i militari del comando provinciale in una vasta serie di perquisizioni e sequestri preventivi che interessano diverse regioni italiane.
Il sistema: il miraggio dei “lavori a costo zero”
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lucca e condotta dai finanzieri della tenenza di Castelnuovo Garfagnana, è partita dalle denunce presentate da diversi cittadini stranieri, prevalentemente di origine sudamericana. Questi ultimi, dopo aver acquistato immobili rurali nella suggestiva cornice della Garfagnana e della provincia di Lucca, erano stati avvicinati dall’organizzazione con la promessa di ristrutturazioni e riqualificazioni sismiche totalmente gratuite.
Il meccanismo della megatruffa si basava sull’utilizzo fraudolento del Superbonus 110% e del Sismabonus. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i lavori promessi non solo non venivano eseguiti correttamente o del tutto, ma venivano rendicontati attraverso documentazione falsa per generare crediti d’imposta che, per legge, non sarebbero spettati.
I protagonisti e la figura del “procuratore”
Sono cinque gli indagati che devono rispondere, a vario titolo, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità ideologica. La struttura dell’organizzazione era piramidale e ben collaudata: due imprenditori edili, menti operative del sodalizio; due professionisti del settore (tecnici e asseveratori), che fornivano le certificazioni e i visti di conformità necessari per validare i crediti sulla piattaforma dell’Agenzia delle entrate; un cittadino sudamericano, figura chiave dell’inchiesta, che agiva come procuratore speciale degli ignari proprietari.
Quest’ultimo, abusando della fiducia dei propri connazionali, gestiva i crediti d’imposta generati e li metteva a disposizione delle società degli altri indagati, utilizzandoli per operazioni finanziarie non autorizzate e per la successiva monetizzazione tramite cessione a terzi.
Sequestri in tutta Italia
Tra il 2021 e il 2025, il giro d’affari illecito ha superato i 10 milioni di euro. Gran parte di questa somma è stata già monetizzata, motivo per cui la procura ha disposto il sequestro d’urgenza di beni mobili, immobili e conti correnti per equivalente.
L’operazione odierna non si limita alla lucchesia: le perquisizioni stanno interessando sedi legali e operative di società nelle province di Venezia, Treviso, Latina e Napoli, a dimostrazione della ramificazione nazionale del gruppo. L’attenzione delle Fiamme Gialle resta altissima per individuare eventuali altri prestanome o professionisti compiacenti che potrebbero aver favorito la circolazione dei crediti inesistenti.
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