(Adnkronos) – I Paesi Ue hanno “recepito il messaggio” di Donald Trump riguardo alla guerra con l’Iran e stanno “intensificando i loro sforzi”. sulle basi militari. Così il segretario generale della Nato, Mark Rutte, a margine del vertice della Comunità politica europea a Yerevan, in Armenia. “C’è stata una certa delusione da parte degli Usa, ma gli europei hanno ascoltato”, ha proseguito l’ex premier olandese dopo che il Pentagono ha annunciato il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania.
“Come sappiamo, c’è stata una certa delusione da parte statunitense per quanto riguarda la reazione europea a ciò che sta accadendo in Medio Oriente e alla campagna di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran”, ha osservato Rutte. “Tuttavia – ha aggiunto – direi anche che, da quanto sento nei miei contatti con i leader europei, il messaggio degli Stati Uniti è stato recepito chiaramente. Abbiamo visto tutti questi Paesi partecipare attraverso accordi bilaterali, garantendo che, per quanto riguarda le richieste di basi e il supporto logistico, tutto venga fornito: Montenegro, Croazia, Romania, Portogallo, Grecia, Italia, Regno Unito, Francia e Germania”.
“Inoltre, vedo sempre più Paesi europei preposizionare risorse logistiche essenziali e altri mezzi – ad esempio cacciamine e dragamine – vicino ai teatri operativi, in modo da essere pronti per la fase successiva. Direi quindi che, sì, c’è stata una certa delusione da parte degli Stati Uniti, ma gli europei hanno ascoltato il messaggio degli Stati Uniti e del presidente americano, come già accaduto lo scorso anno al vertice Nato”, ha rimarcato ancora il segretario generale dell’Alleanza atlantica.
Cpe: von der Leyen, ‘Europa grande famiglia, affrontiamo le stesse sfide’
La presenza dei leader europei in Armenia dimostra che “l’Europa è una grande e ampia famiglia”, ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen arrivando al vertice della Comunità politica europea che si tiene a Yerevan, in Armenia. “Siamo legati dagli stessi interessi e affrontiamo le stesse sfide”, ha proseguito von der Leyen.
“Abbiamo bisogno di maggiore indipendenza, difesa e sicurezza. Dobbiamo aumentare le nostre capacità militari per essere in grado di difenderci e proteggerci”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, prima di prendere parte ai lavori del summit.
Nel corso del vertice di oggi “discuteremo principalmente del tema di un’Europa indipendente. Dobbiamo ridurre le nostre eccessive dipendenze, in particolare in tre ambiti. Il primo è l’energia. Siamo troppo dipendenti dai combustibili fossili importati e quindi sempre esposti alla volatilità dei mercati globali. Dobbiamo aumentare le nostre risorse interne in Europa, cioè le energie rinnovabili e l’energia nucleare, perché sono prodotte in casa, sono più economiche e sono affidabili”, ha continuato.
“Il secondo ambito in cui abbiamo bisogno di maggiore indipendenza è la difesa e la sicurezza. Dobbiamo rafforzare le nostre capacità militari per essere in grado di difenderci e proteggerci. Sono disponibili ingenti risorse finanziarie per gli investimenti. Ora dobbiamo davvero accelerare e aumentare il ritmo dei processi produttivi nel settore delle capacità militari”, ha proseguito von der Leyen.
“Il terzo elemento – ha sottolineato von der Leyen – riguarda il tema delle catene di approvvigionamento affidabili. Per questo stiamo rafforzando i rapporti con Paesi affini per concludere accordi di libero scambio. Ne abbiamo appena concluso uno con l’America Latina, ma anche con l’India o l’Australia, e mi recherò in Messico, perché con partner affini si costruiscono catene di approvvigionamento stabili e affidabili. L’Europa dispone della più ampia rete di accordi di libero scambio”.
“A livello dell’Unione europea abbiamo dimostrato capacità di risposta alle emergenze, come durante la pandemia e con l’Ucraina. Ma ora dobbiamo fare un salto di qualità: passare dalla capacità di reagire alla capacità di anticipare”, ha detto la premier Giorgia Meloni
“Quello che stiamo facendo con la Cpe è molto importante, e sono lieta che Mark Carney sia qui, ma dobbiamo concentrarci di più, per esempio, sul Mediterraneo. Dovremmo lavorare anche su un formato come la Cpe focalizzato sullo spazio del Mediterraneo allargato. In passato, con Ursula von der Leyen e altri Stati membri, abbiamo cercato di affrontare la migrazione prestando maggiore attenzione ai Paesi del Mediterraneo. Ora la sfida è ampliare questo approccio, unendo sicurezza, sviluppo ed energia nella cooperazione con i Paesi vicini. Questo è il modo migliore per rispondere a una crisi che non è una sola crisi, ma molte crisi insieme, che fanno però parte della stessa realtà e devono essere affrontate tutte”, ha detto ancora Meloni.
“Sappiamo che flussi migratori incontrollati mettono sotto pressione la sicurezza dei cittadini e, quando vengono sfruttati come minaccia ibrida, anche la stabilità degli Stati. Ma non è tutto: incidono anche sull’economia, mettendo sotto pressione le risorse pubbliche e influenzando il mercato del lavoro. Indeboliscono la competitività, aumentando l’incertezza e le tensioni sociali. Sono anche legati all’energia, perché molti flussi provengono da regioni instabili che sono cruciali per i nostri approvvigionamenti energetici. In definitiva, tutto questo incide sulla qualità delle nostre democrazie”, ha aggiunto.
“Quando i cittadini percepiscono che sfide importanti non sono governate, perdono fiducia nelle istituzioni. E quando la fiducia si erode, le persone diventano più vulnerabili alla manipolazione, incluso l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale. Quindi non è solo migrazione: è migrazione, economia, democrazia, competitività, energia, sicurezza. Se prendiamo uno qualsiasi di questi temi, possiamo collegarli tutti allo stesso modo”, ha messo in guardia Meloni.
Uno dei punti di discussione oggi “riguarda il nostro percorso verso l’Unione europea. Lungo questo percorso siamo molto grati alla Polonia per il suo sostegno, ed è così importante per noi. Come sapete, circa una settimana fa, poco più, sono stati sbloccati per noi 90 miliardi. È un supporto molto importante, fondamentale per rafforzare l’Ucraina. Ora parleremo delle tempistiche per ricevere questi fondi e per rafforzare la nostra popolazione. Abbiamo quindi molte questioni da discutere con la Polonia”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, arrivando al summit della Comunità politica europea a margine del quale Meloni ha preso parte a una riunione sull’Ucraina con Zelensky insieme ad altri leader..
Tre elementi di particolare rilievo emergono dal vertice della Comunità politica europea (Cpe) in corso nella capitale armena, il primo ospitato nel Caucaso meridionale. Lo riferiscono fonti dell’Unione europea a margine dei lavori. Secondo le stesse fonti, significativa è la partecipazione del presidente dell’Azerbaigian che, sebbene da remoto, prende parte a una riunione internazionale ospitata in Armenia. Un segnale che “riflette i progressi compiuti dopo la firma degli accordi di pace tra i due Paesi la scorsa estate”.
Di rilievo anche, in una prospettiva storica, la presenza del vicepresidente della Turchia. Le fonti ricordano che, nell’ambito della Cpe, normalmente non sono previste sostituzioni per i leader impossibilitati a partecipare, ma in questo caso è stata fatta un’eccezione “alla luce del contesto unico e del momento storico nelle relazioni tra Armenia e Turchia”. La partecipazione di un rappresentante turco a un incontro internazionale in Armenia viene quindi definita “particolarmente significativa”. Infine, le fonti Ue sottolineano la partecipazione del primo ministro del Canada, primo rappresentante di un Paese non europeo invitato a un vertice della Cpe, elemento che evidenzia l’apertura e la rilevanza crescente del formato.
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