Vaccini, dal Covid all’influenza: perché le mamme in gravidanza devono farli

(Adnkronos) –
Mamme in attesa vaccinatevi, per proteggere voi stesse e il vostro bambino. Mentre entra nel vivo la campagna vaccinale contro le infezioni di stagione, è questo il messaggio di Giuseppe Vizzielli, direttore dell’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara e professore ordinario dell’università cittadina. “Vaccinare una donna in gravidanza significa proteggere due persone contemporaneamente: la madre e il bambino”. Quindi “la prevenzione vaccinale deve essere considerata parte integrante dell’assistenza alla gravidanza, al pari dei controlli clinici, ecografici e degli altri interventi finalizzati alla tutela della salute materno-fetale”, spiega lo specialista in un focus diffuso dall’Aou ferrarese. 

“La gravidanza – afferma Vizzielli – è un periodo fisiologico della vita della donna, durante il quale si verificano importanti modificazioni immunologiche, cardiovascolari e respiratorie che possono aumentare il rischio di complicanze in caso di infezione. L’influenza, ad esempio, può causare forme respiratorie anche gravi, con un rischio maggiore di ospedalizzazione e possibili ripercussioni sull’andamento della gravidanza. La vaccinazione antinfluenzale è uno strumento di prevenzione sicuro ed efficace, ed è raccomandata in qualsiasi trimestre della gravidanza” per tutelare la madre, ma anche il nascituro: “Gli anticorpi materni, infatti, attraversano la placenta e contribuiscono a proteggere il neonato nei primi mesi di vita, quando è più vulnerabile alle infezioni”, ricorda l’esperto.  

“Anche la vaccinazione contro Covid-19 – sottolinea – mantiene un ruolo importante nella prevenzione delle forme gravi di malattia, soprattutto nelle persone più fragili. Le raccomandazioni ministeriali per la stagione 2026-2027 includono le donne in gravidanza, in qualsiasi trimestre, e nel post-partum, comprese quelle che allattano: in questa fase della vita i benefici della protezione dalle forme gravi di infezione sono ancora più rilevanti”, evidenzia il ginecologo. “La vaccinazione antinfluenzale e quella contro Covid-19 – precisa – possono inoltre essere somministrate nella stessa seduta, secondo le indicazioni sanitarie. Il nostro obiettivo non è soltanto raccomandare una vaccinazione, ma fornire alle donne informazioni scientificamente corrette, rispondere ai loro dubbi e accompagnarle verso una scelta consapevole”.  

“È importante ricordare anche la vaccinazione contro la pertosse, raccomandata in ogni gravidanza, preferibilmente tra la 27esima e la 36esima settimana, proprio per favorire il trasferimento degli anticorpi materni al bambino”, continua Vizzielli. E “per la protezione del neonato dal virus respiratorio sinciziale (Rsv) – aggiunge – sono oggi disponibili strategie specifiche, come l’immunizzazione con anticorpo monoclonale offerta ai nuovi nati”. 

Ma la protezione del neonato è una questione che riguarda l’intero nucleo familiare. “La nascita di un bambino coinvolge l’intera famiglia e la prevenzione delle infezioni dovrebbe essere una responsabilità condivisa. I neonati, soprattutto nei primi mesi di vita, hanno un sistema immunitario ancora immaturo e sono molto vulnerabili alle infezioni respiratorie. La vaccinazione dei genitori, dei nonni e delle persone che vivono a stretto contatto con il bambino, quando raccomandata, contribuisce a ridurre il rischio di infezione e di trasmissione”, rimarca il ginecologo.  

“Proteggere un neonato”, dunque, “significa iniziare a prendersene cura ancora prima della nascita, attraverso una prevenzione che coinvolga la madre, la famiglia e tutti i professionisti sanitari che la assistono”. Anche e sopratutto questi ultimi dovrebbero vaccinarsi, perché “gli operatori sanitari – puntualizza Vizzielli – hanno una duplice responsabilità: tutelare la propria salute e contribuire alla sicurezza delle persone che assistono. Questo principio assume un significato specifico in Ostetricia e Ginecologia, dove ogni giorno ci prendiamo cura di donne in gravidanza, puerpere e neonati, alcuni dei quali in condizioni di particolare fragilità. La vaccinazione riduce il rischio di malattia e di trasmissione delle infezioni negli ambienti assistenziali e favorisce la continuità delle attività sanitarie nei periodi di maggiore circolazione dei virus respiratori. Promuovere la prevenzione significa innanzitutto riconoscerne il valore e tradurlo nei nostri comportamenti quotidiani. La cultura della sicurezza delle cure passa anche attraverso questi gesti di responsabilità individuale e collettiva”.  

Riassumendo, conclude lo specialista, “vorrei sottolineare un concetto semplice: la prevenzione è una delle forme più importanti di cura. La gravidanza è un momento privilegiato per promuovere la salute della donna e del futuro bambino, non soltanto attraverso la diagnosi e il trattamento delle eventuali complicanze, ma soprattutto attraverso interventi capaci di prevenirle. Come Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’università e dell’azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara intendiamo valorizzare sempre di più un modello assistenziale che integri prevenzione, informazione e accompagnamento della donna lungo tutto il percorso nascita. In questo processo ginecologi, ostetriche, neonatologi e tutti i professionisti coinvolti svolgono un ruolo fondamentale. Investire nella prevenzione significa investire nella salute delle donne, dei bambini e delle generazioni future”. 

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