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Sanremo, De Martino: “Sto già costruendo il mio Festival internazionale”

(Adnkronos) –
La preparazione di Sanremo “sta andando bene, perchè grazie a Carlo Conti che mi ha investito così presto ho avuto modo di iniziare a lavorare molto presto. Abbiamo già iniziato a macinare a costruire tutto quello che è il telaio di questa macchina e quindi siamo operativi ormai da quando è finito il festival”. A parlare con i giornalisti è Stefano De Martino, prossimo conduttore del festival di Sanremo e oggi tra le star del palinsesti della Rai presentati ad Ancona. Il festival quest’anno sarà più internazionale, spiega il conduttore: “L’idea è proprio di far affacciare un po’ l’Europa e il mondo ancora di più a Sanremo. Perché studiando proprio il Festival mi sono reso conto, insieme a tutti gli altri, che è l’unico evento che esiste dedicato alla musica così corposo. Per cinque sere un Paese si ferma per ascoltare delle canzoni. Perché Sanremo è questo: io trovo che questo sia romanticissimo e che parli molto bene della cultura italiana. L’idea è ampliare ancora di più il perimetro per far sì che tutti si rendano conto che Sanremo esiste e che fa scuola ormai da sempre. Anche perché l’Eurovision, come sapete, nasce proprio imitando il Festival”. 

 

Questo accadrà nel concreto “anche semplicemente nella messa in scena”, rivela De Martino, che pur senza sbilanciarsi spiega qualcosa del regolamento delle cinque serate: “Il martedì e mercoledì si esibiranno tutti i cantanti in gara con le loro canzoni. Il giovedì ci sarà la serata delle cover a cui siamo tutti affezionati e poi il venerdì invece ci sarà questa serata performance, che determinerà poi chi ci andrà a rappresentare all’Eurovision, dove gli artisti avranno l’opportunità di mettere in scena secondo la loro idea creativa. La loro performance riguarda la loro canzone in gara. Questo perché girando per palchi mi sono reso conto che ci sono degli artisti, tantissimi, sempre di più, che quando poi li vai a vedere nel live restituiscono molto al pubblico con la loro idea, col loro mondo di riferimento estetico e quindi era giusto secondo me portare parte di quel mondo”. Quella sera gli artisti “si metteranno proprio a nudo e avranno a disposizione tutta la squadra dell’Ariston per mettere in pratica le loro idee. Questo credo che sia già un piccolo slancio verso l’internazionalità del Festival”. 

 

E su una ipotetica reunion dei Maneskin, di cui si è parlato nelle scorse settimane, il conduttore scherza: “Non so se faranno la reunion però mi hanno detto che hanno una riunione da fare a Sanremo, e molto probabilmente potrebbe essere che accada proprio la settimana del Festival. Non so”. Il conduttore partenopeo si può sbilanciare poco sul regolamento del festival, ma anticipa che l’intenzione è quella di diminuire il numero dei brani, “proprio per dare respiro alle esibizioni, per dare un po di respiro al racconto del festival, soprattutto per focalizzarci di più sul trattamento che avranno tutti gli artisti”. Il sogno è avere Vsdco sul palco dell’Ariston: “A chi non piacerebbe? -scherza il conduttore- Alzi la mano: tutti, tutti quelli che vengono a condurre il Festival di Sanremo e che si occupano della direzione artistica hanno un grande sogno che è anche il mio, quello di avere Vasco a Sanremo”. 

 

De Martino spende poi alcune parole su Amadeus, di cui ha raccolto il testimone ad ‘Affari Tuoi’ e che adesso ha dato l’addio a Discovery, mentre oggi l’ad Rai Rossi ha aperto ad un suo possibile ritorno in azienda. “Credo che Amadeus, dopo i cinque festival gloriosi che ha fatto, avrà una fila intestata a lui ormai all’Ariston. Sono io che sono in terra straniera. Credo che quello che ha detto Giampaolo Rossi sia vero, che la Rai per definizione non è un’azienda chiusa e io che faccio parte di questa squadra di talent non posso che essere felice se questa squadra si arricchisce. 

 

Al suo fianco per Sanremo c’è una squadra che lo aiuta: “A scegliere, ad ascoltare le canzoni -rivela- Quello che è il consiglio di tutti i direttori artistici che hanno fatto Sanremo e che ti dicono tutti alla fine è che ‘Baudo docet’: scegli con la tua testa perché la faccia, per non dire un’altra parte del corpo, è la tua. Quindi è giusto, secondo me che il direttore artistico poi alla fine si prenda la responsabilità di dire i sì e no però sicuramente insomma sono ascolti condivisi”. 

Il conduttore del festival 2027 fa capire insomma che le idee sono chiare, a partire dal metodo di scelta dei brani: “Ascolto la canzone in tre modi – spiega- La prima volta in cuffia, un ascolto pulito. La seconda volta in auto mentre guido. E la terza volta mentre corro. Se sopravvive a questi tre ascolti vuol dire che già c’è qualcosa. E mutuando anche un po’ una cosa che disse De Gregori, cioè che la musica ogni tanto va ascoltata così, un po’ distrattamente. E quindi questo al momento faccio”. Per i risultati, collegarsi a febbraio 2027. (dall’inviata Ilaria Floris) 

 

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