(Adnkronos) –
Dietrofront di Donald Trump sui raid programmati contro l’Iran e nuova promessa di una intesa firmata “presto”. Forse in Europa nel weekend, sicuramente alla presenza del vice Vance e degli inviati Witkoff e Kushner. L’annuncio del tycoon arriva a sorpresa, quasi all’ultimo minuto, ribaltando ancora una volta le carte sul tavolo dopo 48 ore ad altissima tensione.
I colloqui con Teheran, spiega infatti il presidente americano, sono stati portati “al più alto livello della leadership iraniana”, mentre le discussioni e i punti finali dell’accordo sono stati approvati “sia nei principi sia nei dettagli” da tutte le parti in causa, tanto da avvicinarle sensibilmente a un’intesa. Ma la sicurezza di Trump tuttavia sembra vacillare sia sui tempi del possibile accordo sia, soprattutto, sul via libera della controparte iraniana.
Pressato dalla stampa, il tycoon prima rifiuta di indicare una data precisa – “Non voglio fissare una deadline, le cose procederanno rapidamente e dopo la firma lo Stretto di Hormuz riaprirà” – poi resta vago sul (necessario) assenso della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei. “Mi pare di capire che l’abbia approvata, sì”, la replica senza certezze.
Quindi i pochissimi dettagli sul documento: “Sono stati colpiti molto duramente e ora vogliono fare l’accordo più di quanto lo voglia io. Per gli Usa e per il Medio Oriente è un accordo eccellente. Ed è ottimo anche per l’Iran. E’ un memorandum d’intesa molto dettagliato, concordato anche con altri paesi che hanno una forte influenza sull’Iran. Teheran non avrà armi nucleari in nessuna forma e non se le procurerà: è il paragrafo più importante”, le parole di Trump alla Casa Bianca, che tra i Paesi concordi con l’intesa cita anche Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania ed Egitto.
Ma Teheran cosa dice? Almeno per il momento, dall’Iran non arriva nessuna conferma. Anzi. Alle parole del tycoon, i media di regime si sono affrettati a spiegare che la Repubblica islamica non ha approvato alcun testo di memorandum iniziale con gli Stati Uniti. Quindi il gelo dal portavoce del ministro degli Esteri Esmaeil Baqaei: “Finora l’Iran – ha detto- non ha raggiunto una conclusione definitiva sull’accordo”.
A complicare il quadro ecco poi arrivare anche la precisazione da Israele, uno dei Paesi citati dal tycoon. Tel Aviv, spiega il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo aver parlato con Trump al telefono, “non è parte dell’accordo”. I due hanno parlato del “memorandum di intesa che sta emergendo con l’Iran che riguarda l’avvio di negoziati”, ha affermato Netanyahu, spiegando che Trump ha promesso che qualsiasi accordo tra Iran e Stati Uniti includerà impegni per la rimozione del materiale nucleare arricchito di Teheran e ha accolto con favore gli impegni del presidente statunitense sulla limitazione dei programmi nucleari e missilistici iraniani”.
Secondo Axios, inoltre, anche se i negoziati tra Stati Uniti e Iran sarebbero in effetti vicini a un’intesa di principio sui principali punti del dossier, resterebbe ancora un passaggio decisivo, e cioè proprio il via libera della Guida Suprema iraniana.
Secondo le stesse fonti vicine ai negoziati citate dalla testata Usa, nelle ultime ore i colloqui avrebbero comunque permesso di ridurre le distanze su tre questioni centrali: il meccanismo per lo sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero, le modalità di riapertura dello Stretto di Hormuz durante un cessate il fuoco di 60 giorni e il quadro dei negoziati sul programma nucleare iraniano nel periodo di tregua.
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