19.4 C
Lucca
giovedì 18 Giugno 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Congelare l’ictus, la promessa del mix di farmaci per ridurre i danni al cervello

(Adnkronos) –
Congelare l’ictus per proteggere il cervello dal rischio di danni post-evento. E’ la via esplorata da un team cinese che, utilizzando un mix di farmaci in grado di mimare gli effetti dell’ipotermia, ha dimostrato di poter abbassare in sicurezza la temperatura corporea, riducendo il pericolo di sequele neurologiche dopo uno stroke. Lo studio, pubblicato su ‘Science Translational Medicine’, ha prodotto risultati promettenti su topi e macachi rhesus, ma anche nei primi test sull’uomo in una trentina di pazienti. Nel complesso, i dati rappresentano secondo gli autori “un passo avanti nell’applicazione clinica degli stati ipotermici per mitigare i danni cerebrali causati dall’ictus, giustificando studi più ampi”. 

 

 

Sebbene l’ipotermia possa essere letale in condizioni estreme, alcune ricerche indicano che l’abbassamento della temperatura corporea può anche trattare l’atrofia muscolare, i disturbi metabolici e l’ictus, spiegano gli scienziati. Nello stroke l’ipotermia indotta è particolarmente promettente – sottolineano – perché ridurre la temperatura, rallentando il metabolismo, può proteggere il cervello da danni permanenti e disabilità. Tuttavia, sono stati condotti pochi studi sull’uomo e i medici non dispongono ancora di un metodo affidabile per indurre l’ipotermia in modo sicuro per periodi prolungati.  

 

 

Partendo da queste premesse, Shuaili Xu del Beijing Institute for Brain Disorders della Capital Medical University e colleghi hanno valutato l’effetto-scudo dell’ipotermia combinando due farmaci con una lunga storia di utilizzo in clinica, l’antipsicotico clorpromazina e l’antistaminico prometazina. Il trattamento ha indotto ipotermia e soppresso il metabolismo del glucosio in un modello murino di ictus, riducendo lo sviluppo di danni cerebrali e le complicanze neurologiche. Il mix ha mostrato benefici simili anche nelle scimmie rhesus colpite da ictus, in uno dei primi test della terapia su animali di grossa taglia. 

Forti di questi risultati, i ricercatori sono quindi passati a una sperimentazione clinica di fase 1 (il primo step dei test sull’uomo, volto a valutare la sicurezza di un trattamento), provando diverse dosi di clorpromazina e prometazina su 32 pazienti. Gli autori riferiscono che “tutte le dosi si sono dimostrate sicure e ben tollerate”. Inoltre, “le analisi del plasma hanno rilevato che il trattamento ha ridotto i marcatori metabolici nei pazienti, sebbene solo la dose più alta di 100 mg abbia effettivamente abbassato la temperatura corporea”. L’ipotesi degli scienziati è che, “modulando strategicamente i processi metabolici, clorpromazina e prometazina potrebbero migliorare gli esiti” dell’ictus “in situazioni di emergenza in cui il tempo è un fattore critico”. 

 

salute

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Lucca
cielo sereno
19.4 ° C
19.6 °
18.4 °
79 %
0.5kmh
5 %
Gio
28 °
Ven
30 °
Sab
31 °
Dom
30 °
Lun
25 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS