(Adnkronos) – “Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia. Anm ha bisogno di un presidente a tempo pieno”. Così il presidente dimissionario dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi, intervenendo alla riunione del Comitato direttivo centrale della stessa associazione, la prima seduta dopo la vittoria del No al referendum e dopo che Parodi ha annunciato le sue dimissioni.
Parodi ha confermato che resterà nel Cdc, ha spiegato che “quest’anno e’ stata un’esperienza straordinaria” ma ha ricordato il problema familiare per il quale ha deciso di fare un passo indietro parlando di una scelta che e’ “un passaggio obbligato”. Alle parole di Parodi i colleghi del Cdc si sono alzati in piedi e gli hanno tributato un lungo applauso.
“Mi dimetto sabato per gravi ragioni familiari”, aveva anticipato all’Adnkronos il presidente dimissionario dell’Anm nel secondo giorno del referendum sulla giustizia. Una decisione che non aveva però nessun collegamento con la campagna referendaria o lo spoglio . “Assolutamente no”, si era limitato a replicare in merito il presidente.
La scelta di Parodi di comunicare pochi minuti prima delle 15 di lunedì scorso al Comitato direttivo dell’Anm le sue dimissioni da presidente, a quanto si apprendeva, sarebbe stata legata alla volontà di non collegare questa decisione all’esito del referendum.
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