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Chi ha tatuaggi può donare sangue? I dubbi più frequenti fra bufale e verità

(Adnkronos) –
No, non è vero che non si può donare sangue se si assume la pillola contraccettiva, non c’è alcuna controindicazione al riguardo. E la procedura di donazione non è pericolosa, parlare col medico prima di farla minimizza la possibilità che donino persone a rischio di eventi avversi. Sono solo alcuni dei dubbi che talvolta frenano le persone dal ‘grande passo’, cioè dalla scelta di uscire di casa, raggiungere la struttura più vicina dove è possibile donare sangue e plasma e compiere un gesto solidale. Dai viaggi ai piercing alcune credenze sono dure a morire, e ancora oggi bufale e falsi miti potrebbero scoraggiare le persone che vorrebbero donare. Ecco le domande più frequenti, a cui si può trovare risposta in un focus di Centro nazionale sangue e ministero della Salute, disponibile in un pieghevole. Nel documento si fa chiarezza per esempio sul fatto che la donazione in Italia, sia di sangue che di plasma, “non è remunerata”. Oltre agli aspetti etici, si spiega, la linea della gratuità adottata “è un’ulteriore garanzia di sicurezza per i pazienti che ricevono il sangue o gli emoderivati, perché evita che chi va a donare nasconda al medico eventuali fattori di rischio”.  

C’è poi il tema dell’età, uno dei dubbi più grossi per gli aspiranti donatori. Da quando si può cominciare? “Si può donare il sangue dai 18 ai 65 anni – chiariscono gli esperti – e in alcuni casi anche sopra i 65 anni”. Anche chi ha tatuaggi e piercing può farlo. A patto che aspetti “4 mesi dall’ultima seduta di tatuaggio o dall’ultimo piercing”. Anche una vacanza esotica viene percepita dai più come un impedimento. Ed effettivamente nel documento si chiarisce che “a volte di ritorno dai viaggi non è possibile donare per un certo periodo di tempo”. Questo perché “in alcuni Paesi ci sono malattie endemiche che si trasmettono attraverso il sangue, come la malaria”. Per avere informazioni al riguardo si può consultare il sito della Società italiana di medicina trasfusionale e immunoematologia (Simti), che ha proprio una sezione dedicata al ‘donatore che viaggia’. Al suo interno, la pagina ‘Paesi del mondo’ chiarisce quali mete comportano poi che il viaggiatore debba essere sospeto dalle donazioni per un periodo di tempo variabile. Per questo – informano gli esperti – è necessario comunicare al medico che si occupa delle donazioni tutti i viaggi effettuati nei mesi precedenti alla seduta.  

Alcuni dei falsi miti più diffusi riguardano anche le modalità, le regole da seguire. Al primo posto il dilemma del digiuno. Gli esperti sciolgono anche questo dubbio: non bisogna avere lo stomaco totalmente vuoto. “E’ possibile fare una colazione leggera se si dona di mattina”. L’importante però, avvertono, “è non assumere latte o derivati”. Il ciclo mestruale? In questo caso è tutto vero: per le donne la donazione in quei giorni è “sconsigliata”.  

Altro capitolo riguarda le questioni di salute. In caso di malattia cronica si può donare? “Dipende dalla malattia – precisano gli esperti nel pieghevole della campagna ‘Dona Vita Dona Sangue’ – In generale le patologie non gravi non sono motivo di esclusione, ma il medico responsabile del processo di selezione del donatore dovrà valutare le condizioni generali di salute e un’eventuale terapia a base di farmaci”. Anche per quanto riguarda i medicinali, poi, “l’assunzione di per sé non preclude la donazione – si puntualizza nel documento – Alcune terapie però non sono compatibili con la procedura e possono portare a una sospensione temporanea. Bisogna quindi segnalare sempre al medico selezionatore i farmaci assunti per una valutazione”.  

Anche l’emotività gioca un forte ruolo nella spinta al dono. Quando qualcosa ci tocca personalmente è più semplice percepire il valore del gesto e l’urgenza di compierlo. E quindi una delle domande più frequenti in questi casi può essere: se un amico o un parente stanno male si può donare il sangue solo per lui o lei? La risposta è no. In Italia, rimarcano gli esperti, “non è possibile fare una donazione di sangue ‘dedicata’ a una persona specifica. Se rispondete a un appello a donare il sangue per aiutare una persona malata o vittima di un incidente, non donerete il sangue a quella persona direttamente. La vostra donazione aiuterà il servizio trasfusionale a rifornire le scorte di sangue dopo che le sacche sono state utilizzate per rispondere all’emergenza che ha coinvolto il vostro caro”.  

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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