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Vivere a Milano costa fino al 62% in più rispetto a Napoli

Vivere a Milano può costare fino al 62% in più che vivere a Napoli. È questa la fotografia scattata dal Codacons, che ha realizzato una indagine sui listini di beni e servizi praticati al pubblico nelle principali città della Penisola. Si tratta di un trend ormai consolidato: la città della moda si attesta come quella più costosa d’Italia anche per il 2025. Di contro, la città dove vivere risulta più economico è Napoli che si contende il posto, con il primato del risparmio per la sola spesa alimentare, detenuto dalla città di Catanzaro.

 Il confronto tra le città

Analizzando un paniere che include prodotti alimentari, ortofrutticoli e servizi vari (dalle cure odontoiatriche alla cura della persona), emerge un divario impressionante. A Milano, per l’acquisto delle voci considerate, la spesa totale sfiora i 600 euro (598,95 euro), segnando un +62,3% rispetto ai circa 369 euro necessari a Napoli per gli stessi beni.

Sul podio delle città più care si piazzano anche Aosta (586 euro) e Bolzano (574 euro). Sul fronte opposto, oltre alla già citata Napoli, le città più accessibili risultano essere Palermo (408 euro) e Catanzaro (424 euro).

Alimentari: Bolzano la più cara, Catanzaro vince sulla tavola

Se si guarda esclusivamente al carrello della spesa, di cui l’Istat ha già segnalato un aumento dei costi sugli scaffali dei supermercati, 28 prodotti tra carne, pesce, ortofrutta e generi di prima necessità conviene acquistarli a Catanzaro. La provincia calabrese è la città più conveniente con una spesa media di 165 euro, seguita da Napoli (168 euro) e Bari (172 euro). La maglia nera per i prezzi alimentari va a Bolzano, dove rifornire la dispensa costa circa 220 euro, ovvero il 33,3% in più rispetto alla città calabrese.

Dalla cura della persona allo svago

L’indagine mette in luce differenze abissali anche nei singoli servizi:

  • Per un’otturazione si passa dai 176 euro di Aosta ai soli 70 euro di Napoli.
  • Napoli è il paradiso della messa in piega e con meno di 13 euro si riesce ancora a dedicarsi del tempo per la cura personale, mentre a Bologna se ne pagano oltre 23. Per il taglio donna, la più cara è Trieste, con una media di 30 euro.
  • un biglietto del cinema a Bari costa mediamente 7,3 euro, contro gli 11,2 euro di Genova.
  • Il caffè più caro è a Bolzano (cappuccino a 2,29 euro), mentre per un panino al bar il record del risparmio è ad Ancona (2,67 euro).
  • Lavare l’auto costa oltre 21 euro a Bolzano, ma ne bastano 8,5 ad Ancona.
  • Anche i proprietari di cani devono fare i conti con i listini: la toilettatura più costosa è ad Aosta (49,6 euro).

Milano riserva una sorpresa positiva: è risultata essere la città meno cara per il servizio di lavatura e stiratura di una camicia, con un costo medio di 2,89 euro, quasi la metà rispetto ai 5,3 euro richiesti ad Ancona e Catanzaro.

I dati emersi dall’indagine del Codacons non rappresentano soltanto una statistica sui consumi, ma delineano la mappa di un’Italia profondamente frammentata sotto il profilo socioeconomico. Il divario del 62,3% tra il costo della vita a Milano e quello a Napoli evidenzia come il potere d’acquisto dei cittadini non sia un valore uniforme, ma risulti pesantemente condizionato dalla geografia della residenza. La rilevazione del 2025 solleva interrogativi cruciali sulla tenuta della coesione economica nazionale, in un contesto dove il diritto a beni e servizi fondamentali sembra avere un prezzo drasticamente diverso a seconda della latitudine.

Popolazione

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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