Chi riceve la pensione accreditata direttamente su conto corrente potrebbe ricevere importanti novità nel cedolino di febbraio 2026. Dopo un gennaio spesso incompleto sul fronte degli adeguamenti, il prossimo mese segna l’applicazione definitiva della rivalutazione annuale, l’erogazione degli arretrati e, per la prima volta, l’impatto visibile della riforma Irpef. Ma è anche il mese in cui, per chi riceve l’accredito automatico, diventa cruciale verificare il cedolino: conguagli fiscali, trattenute pregresse e nuove aliquote possono modificare sensibilmente l’importo che compare sul conto.
Che cos’è la pensione accreditata
La pensione accreditata è la modalità di erogazione del trattamento pensionistico tramite bonifico diretto su conto corrente bancario o postale intestato al pensionato.
A differenza del ritiro in contanti agli sportelli di Poste Italiane (che segue il calendario alfabetico scaglionato nell’arco di 3-4 giorni), la pensione accreditata viene resa disponibile in un’unica data, solitamente il primo giorno bancabile del mese.
Questa modalità è:
- Gratuita per il pensionato (nessun costo di gestione da parte dell’Inps);
- Automatica: l’importo viene trasferito senza necessità di recarsi fisicamente in un ufficio;
- Tracciabile: ogni operazione lascia traccia sul conto, utile per dichiarazioni fiscali e controlli;
- Obbligatoria per legge per tutti i trattamenti superiori a 1.000 euro netti mensili (Decreto Legge 201/2011).
Dal 2012, infatti, chi percepisce pensioni superiori a questa soglia non può più ritirarle in contanti ma deve necessariamente indicare un conto corrente (o un libretto postale) per l’accredito.
Quando arriva la pensione: il calendario slitta
A differenza di altri mesi, a febbraio 2026 il pagamento non avverrà il primo giorno del mese perché il 1° febbraio cade di domenica e quindi l’accredito slitta al primo giorno bancabile utile. In particolare:
- Per chi ha l’accredito su conto corrente (bancario o postale): la pensione sarà disponibile da lunedì 2 febbraio 2026;
- Per chi ritira in contanti alle Poste: Il ritiro seguirà il consueto calendario alfabetico (da verificare presso il proprio ufficio postale), con partenza sempre da lunedì 2 febbraio per i cognomi dalla A alla C, proseguendo nei giorni successivi fino a giovedì 5 febbraio.
Aumenti e rivalutazione: arrivano gli arretrati
Febbraio è anche il mese in cui l’Inps completa le operazioni di rinnovo delle pensioni per il 2026. L’aumento definitivo legato all’inflazione è stato fissato all’1,4% (tasso provvisorio che potrebbe essere soggetto a ulteriore conguaglio a fine anno).
Molti pensionati non hanno visto questo aumento nel cedolino di gennaio per tempi tecnici di lavorazione. A febbraio, quindi, l’assegno conterrà sia l’importo mensile aggiornato con la rivalutazione piena che gli arretrati della rivalutazione relativi al mese di gennaio non ancora corrisposti.
Attenzione alle fasce: l’adeguamento pieno (100% del tasso dell’1,4%) spetta solo alle pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo. Per gli importi superiori, la percentuale di rivalutazione decresce progressivamente (all’85%, 53%, 47%, ecc.) secondo il meccanismo di perequazione in vigore.
Pensioni minime: la soglia sale a 620 euro
Una novità importante della Manovra 2026 riguarda le pensioni minime. Con l’incremento straordinario confermato dall’esecutivo, l’importo mensile per chi percepisce il trattamento minimo salirà a circa 620 euro (la cifra esatta stimata è 619,80 – 620 euro, in attesa di circolare definitiva Inps).
Anche in questo caso, se l’adeguamento non è scattato a gennaio, a febbraio verrà erogato l’importo corretto comprensivo degli arretrati del mese precedente.
Riforma Irpef 2026: chi ci guadagna (e quanto)
Febbraio 2026 è il mese in cui diventa tangibile la riforma fiscale che ha accorpato le prime due aliquote Irpef e ridotto quella del secondo scaglione.
Per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, l’aliquota scende dal 35% al 33%.
Questo si traduce in un risparmio fiscale netto che aumenta l’importo della pensione. Ad esempio, per una pensione lorda annua di 35.000 euro, si stima un beneficio mensile netto che può superare i 30 euro, da sommarsi all’aumento dovuto all’inflazione.
Le note dolenti: conguagli e trattenute
Non ci sono solo notizie positive: il cedolino di febbraio (così come quello di gennaio) è tradizionalmente il mese dei conguagli fiscali relativi all’anno precedente (2025). Per cui, se nel corso del 2025 le trattenute Irpef applicate mensilmente sono state inferiori al dovuto, l’Inps recupera la differenza nei primi mesi del 2026.
Se il debito fiscale è inferiore a 100 euro, viene prelevato in un’unica soluzione, mentre per pensioni sotto i 18.000 euro annui e debiti superiori a 100 euro, è prevista una rateizzazione automatica fino a novembre 2026 per non gravare eccessivamente sulla singola mensilità.
Inoltre, continueranno a essere applicate le addizionali regionali e comunali relative all’anno 2025 (il saldo) e l’acconto per il 2026.
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