Oltre 7 giovani su 10 avvertono una forte pressione derivante dalle aspettative esterne quando si tratta di decidere il proprio futuro, e per il 37% degli iscritti all’università lo stress si è trasformato in un compagno di studi quotidiano.
A evidenziare questa situazione, rielaborando un’analisi di Skuola.net, è la Conferenza dei collegi universitari di merito (Ccum), che attraverso l’ascolto diretto di studenti e studentesse ha mappato le difficoltà dell’orientamento post-diploma. Mentre si avvicina il momento in cui migliaia di maturandi dovranno scegliere se e dove proseguire gli studi, l’indagine mostra come l’incertezza e la mancanza di supporto rischino di bloccare il talento inespresso.
Quali sono gli ostacoli nella scelta dell’università?
Dall’analisi della Ccum emergono cinque barriere principali che complicano il passaggio dalla scuola superiore all’ateneo, generando confusione tra i giovani e le loro famiglie:
- “Non so a chi rivolgermi”: l’offerta accademica è vasta e frammentata. Questo rende difficile per i diplomandi, ma anche per i genitori stessi, orientarsi tra bandi, test e scadenze in un sistema profondamente diverso da quello del passato;
- La difficoltà di avere uno sguardo lungimirante: a 18 anni è prendere decisioni a lungo termine in un mercato del lavoro instabile è molto difficile. Il risultato è che molti ripiegano su percorsi percepiti come “sicuri” piuttosto che assecondare le proprie aspirazioni;
- Il peso delle condizioni economiche: i costi legati allo studio, specialmente per i fuori sede, portano spesso a rinunce preventive. Incide molto anche la mancata conoscenza degli strumenti di sostegno economico effettivamente disponibili;
- Studenti di prima e seconda generazione: i giovani con background migratorio affrontano ulteriori barriere informative, culturali e linguistiche in un sistema poco conosciuto dai familiari, rischiando di disperdere il proprio potenziale perché non hanno nessuno che li affianca;
- “E se mi trovassi da solo/a?”: il timore di perdere la rete di supporto frena numerosi ragazzi, alimentando insicurezze che incidono sulla salute emotiva e sulla disponibilità a mettersi in gioco in contesti nuovi e distanti da casa.
Quanto costa studiare da fuori sede in Italia?
L’aspetto economico rappresenta uno dei nodi più critici tra quelli individuati dalla Ccum. Secondo un’analisi del 2025 condotta da Isscon-Federconsumatori in collaborazione con l’Unione degli universitari, la spesa media annua per affitto e utenze supera i 5.200 euro, rafforzando un’emergenza abitativa che colpisce soprattutto i grandi poli accademici. A Milano, per esempio, una stanza singola ha raggiunto un costo medio di 630 euro mensili, seguita da Roma a 600 euro e Bologna a 500. Se a questo si sommano le spese per il vitto, i trasporti, il materiale e le tasse, l’investimento totale per mantenere un figlio agli studi lontano dal comune di residenza può superare i 17 mila euro l’anno.
Questo scenario rende cruciale il ruolo delle borse di studio e delle soluzioni abitative agevolate, come i Collegi universitari di merito, per garantire il diritto allo studio e abbattere le barriere socio-economiche citate nell’indagine.
Perché gli studenti abbandonano l’università?
Quando la scelta del percorso non è sostenuta da un orientamento efficace o da una rete di relazioni solida, la probabilità di fallimento accademico si moltiplica. I dati Open Data del Ministero dell’Università indicano che in Italia il tasso di abbandono degli studi ha toccato il 7,3%, con picchi preoccupanti che vedono tra il 20% e il 25% degli iscritti rinunciare o cambiare facoltà già nei primissimi due anni.
Il quinto ostacolo sottolineato dalla Ccum, ovvero la paura della solitudine e la mancanza di punti di riferimento, gioca un ruolo determinante in questa emorragia di iscritti. A confermarlo è anche il report Prisma del 2025 sul benessere accademico condotto nelle università italiane, dove si sottolinea come il senso di appartenenza all’ambiente formativo e l’inclusione siano elementi determinanti per ridurre i livelli di ansia e depressione, agendo come scudo contro la rinuncia agli studi.
Accompagnare i ragazzi nella scelta significa quindi superare la semplice fornitura di informazioni tecniche, costruendo invece un supporto emotivo in grado di affiancarli nel tempo.
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Giovani
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