17.1 C
Lucca
martedì 12 Maggio 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

“Ho partorito i bambini delle altre mentre perdevo i miei”, Vittoria e la storia di Resilia

“Ho partorito i bambini delle altre mentre perdevo i miei”. A pronunciare queste parole è Vittoria Lizzi, giovane imprenditrice italiana ed ex ostetrica, che oggi sta realizzando Resilia, una realtà che fonde salute mentale, supporto nel lutto perinatale e una battaglia aperta contro i tabù che circondano la salute riproduttiva.

Il percorso di Lizzi non è quello di una tipica fondatrice di startup tecnologiche: non viene da università d’élite né da una famiglia di imprenditori, ma ha costruito la sua visione sulla propria pelle, trasformando un dolore profondo in un progetto d’impresa capace di rispondere a un vuoto sistemico della sanità e della società.

Vittoria Lizzi, cofondatrice di Resilia
Vittoria Lizzi, cofondatrice di Resilia

La storia di Vittoria

Cresciuta in una famiglia che lavorava nel pubblico, Vittoria coltiva fin da piccola una profonda empatia, che la porta a laurearsi in ostetricia con 110 e lode a Trieste nel 2017. Per lei, l’ostetricia non era solo una pratica clinica, ma un tema sociale legato ai diritti delle donne e alla prevenzione. Tuttavia, a causa del blocco dei concorsi pubblici in Italia, decide di trasferirsi in Svizzera nel 2018 per esercitare la professione.

In Svizzera avviene la “frattura”. Dopo il matrimonio e l’inizio di un percorso di fertilità, Vittoria subisce una discriminazione diretta: viene licenziata perché la sua salute riproduttiva è percepita come un “problema” gestionale dal datore di lavoro. In quello stesso periodo, vive il dramma personale di cinque gravidanze e cinque aborti spontanei. Mentre assisteva altre donne nel miracolo della nascita, il suo corpo stava elaborando lutti invisibili per la società.

Stanca di essere definita dalla sua fragilità biologica, Vittoria decide di cambiare rotta. Entra nel mondo Hr di una multinazionale It, osservando come la salute femminile influenzi carriere e licenziamenti, e parallelamente diventa una serial entrepreneur: prima dei 30 anni fonda e vende con successo due aziende (una Pmi di eventi e una startup foodtech), realizzando due exit.

Resilia: un ecosistema per il lutto riproduttivo

Dall’unione tra la sua competenza clinica, l’esperienza nelle risorse umane e la sua storia personale nasce Resilia, una startup FemTech ed HealthTech. La missione è chiara: una gravidanza su quattro finisce in una perdita, ma il sistema sanitario spesso si limita a monitorare il corpo, ignorando la persona. Almeno era presto”, “Sei giovane, puoi riprovare”, “Vai avanti”. Queste frasi, spesso pronunciate con l’intenzione di consolare, sono in realtà il simbolo di un lutto non riconosciuto dalla società. Resilia propone un supporto a 360 gradi che va oltre l’aspetto medico:

  • Supporto clinico ed emotivo: basato su evidenze scientifiche per gestire il “lutto anticipatorio” e la perdita d’identità che segue un aborto.
  • Supporto pratico e legale: assistenza per districarsi tra diritto del lavoro, coperture assicurative e accesso a microcrediti.
  • Supporto relazionale: per aiutare le coppie a elaborare il dolore, spesso vissuto in modi diversi dai due partner.
  • Tecnologia basata sull’intelligenza artificiale: non per sostituire l’umano, ma per potenziare l’accessibilità e la precisione delle informazioni di supporto.

Attualmente in fase di lancio in Italia, Resilia mira a collaborare con ospedali, assicurazioni e aziende per creare una rete di protezione che Vittoria, nel momento del bisogno, non ha trovato.

Il FemTech

Il progetto di Lizzi si inserisce nel settore FemTech (tecnologia dedicata alla salute femminile), termine coniato nel 2016 da Ida Tin, famosa co-fondatrice e Ceo dell’app per il monitoraggio delle mestruazioni femminile, Clue. A livello globale, questo mercato è in forte espansione, con un valore superiore ai 60 miliardi di dollari e la potenzialità di generare un impatto economico di 1 trilione di dollari l’anno entro il 2040 colmando il divario di salute di genere. Tuttavia, in Italia il panorama è più complesso. Nel 2025 si stimavano 92 startup, per l’80% fondate da donne (una media molto più alta del 19% nazionale), ma concentrate quasi tutte al Nord. Solo il 13% delle startup FemTech italiane ha raccolto più di un milione di euro, con forti bias di genere da parte degli investitori; il 92% delle realtà del settore lamenta difficoltà nella comunicazione digitale a causa di pregiudizi culturali legati ai temi della salute femminile.

Resilia non rappresenta quindi solo una soluzione tecnologica, ma un atto di sensibilizzazione sociale. Vittoria Lizzi, in sintesi, è la dimostrazione di come l’esperienza diretta possa trasformarsi nella coincidenza ideale tra le competenze di un’imprenditrice e i bisogni del mercato di riferimento.

Fertilità

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Lucca
cielo sereno
17.1 ° C
19 °
15.8 °
61 %
2kmh
9 %
Mar
17 °
Mer
14 °
Gio
13 °
Ven
8 °
Sab
13 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS