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Fertilità a rischio, gli scienziati: “Colpa del cambiamento climatico”

Il mix tra inquinanti chimici e stress ambientale dovuto al clima sta generando un impatto allarmante sulla capacità riproduttiva. A fotografare questo scenario è uno studio condotto da un team internazionale di esperti guidato da Susanne M. Brander della Oregon State University e Shanna H. Swan della Icahn School of Medicine at Mount Sinai, il quale ha analizzato oltre 177 studi precedenti per mappare come queste pressioni agiscano insieme.

I ricercatori avvertono che non ci stiamo limitando a sommare due problemi, ma stiamo assistendo a un effetto sinergico: lo stress da calore e le sostanze tossiche possono potenziare a vicenda i propri danni, rendendo l’impatto complessivo molto peggiore di quanto previsto studiando i due fattori separatamente.

Sostanze chimiche ed effetto serra

Il cuore della ricerca riguarda le sostanze chimiche che interferiscono con il sistema endocrino, spesso presenti nelle plastiche e in oggetti di uso quotidiano. Queste sostanze mimano o bloccano gli ormoni naturali, anche a concentrazioni bassissime, agendo come un “sussurro capace di deviare un uragano”, scrivono i ricercatori.

Quando a questi inquinanti si aggiunge lo stress causato dal riscaldamento globale, come l’aumento delle temperature, la diminuzione dell’ossigeno nelle acque e le ondate di calore, i risultati sono devastanti. Insieme, inquinamento e clima rappresentano la causa principale del declino della biodiversità globale, superando l’impatto di qualsiasi altro driver ambientale preso singolarmente.

Dagli invertebrati all’uomo: nessuno è escluso

Uno degli aspetti più inquietanti emersi dallo studio è che i danni colpiscono diverse specie indistintamente. Ad esempio, per gli esseri umani, si stima che i livelli di spermatozoi tra gli uomini nei Paesi occidentali siano crollati di oltre il 50% in quattro decenni. Entro il 2050, oltre tre quarti dei Paesi mondiali potrebbero trovarsi sotto il tasso di sostituzione generazionale.

Ma lo stesso vale anche per molte tartarughe e coccodrilli, il cui sesso è determinato dalla temperatura del nido; il calore eccessivo, unito agli inquinanti, sta portando a una “femminilizzazione” estrema delle popolazioni, mettendo a rischio la sopravvivenza delle specie.

Infine, sostanze come i Pfas e il Ddt sono state collegate a sperma anormale negli uccelli artici e a patologie uterine e aborti spontanei nelle foche e nei leoni marini, spesso aggravati dalla mancanza di cibo dovuta al clima. Così come, anche piccoli organismi come lumache e coralli mostrano alterazioni morfologiche e ridotta capacità di fecondazione a causa di microplastiche e additivi chimici.

Chi sono i nemici invisibili della riproduzione?

Lo studio punta il dito contro i “nuovi nemici”: Pfas (le cosiddette sostanze chimiche perenni) e microplastiche. Queste ultime sono state recentemente trovate nei testicoli umani, nel seme e persino nelle placente. Le microplastiche non agiscono solo come corpi estranei, ma possono trasportare altri inquinanti e causare stress ossidativo che danneggia direttamente le cellule germinali e altera la produzione di ormoni.

Quelli utilizzati in prodotti che vanno dalle giacche a vento agli imballaggi alimentari, interferiscono con una vasta gamma di ormoni, riducendo la probabilità di concepimento nelle donne e peggiorando la qualità dello sperma negli uomini.

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Un appello per un’azione globale immediata

Le conclusioni degli scienziati sono chiare: per proteggere la salute planetaria e umana, è necessario un approccio sistemico. Non basta più regolamentare una singola sostanza alla volta; occorre affrontare intere classi di prodotti chimici e, contemporaneamente, accelerare la lotta al cambiamento climatico. Lo studio cita successi passati, come il divieto globale del Ddt e dei Pcb, per dimostrare che un’azione coordinata è possibile, ma sottolinea che oggi serve molto di più. La speranza dei ricercatori è che queste prove scientifiche spingano i decisori politici verso trattati internazionali più ambiziosi, come il Trattato Globale sulle Plastiche attualmente in discussione, per garantire un futuro in cui la vita possa continuare a rigenerarsi.

Fertilità

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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