Dormire tutta la notte con un neonato in casa? Ora puoi pagare una tata notturna

Una professionista che arriva a casa la sera, si occupa del neonato durante la notte e permette ai genitori di dormire qualche ora in più. È il lavoro delle night nannies, le tate notturne, una figura già affermata in diversi Paesi e sempre più presente anche in Italia, dove alcune agenzie e professioniste offrono servizi specifici per i primi mesi di vita dei bambini. L’assistenza comprende generalmente cambi di pannolino, preparazione del biberon, gestione dei risvegli e supporto alle routine del sonno. Una possibilità che può essere vista come un capriccio ma che risponde al bisogno di riposo e sostegno dei neogenitori, insomma a una necessità. Ma sicuramente, considerando i costi, resta difficilmente accessibile a molte famiglie.

Quanto costa una tata notturna in Italia

Per avere un’idea, guardando i listini presenti su siti italiani che offrono servizi in puericultura, una notte può costare 180 euro ma si arriva a cifre anche molto più alte. Le tariffe dipendono dalle qualifiche, dalla durata dell’intervento e dalla zona geografica. Non esiste un prezzo unico nazionale e le professioniste possono arrivare a guadagnare anche 4-5mila euro al mese. Per una famiglia significa spendere almeno tra 1.260 e 1.820 euro per una settimana di assistenza quotidiana: un investimento considerevole, soprattutto se prolungato nel tempo.

Il modello britannico e le tate notturne negli Stati Uniti

Nel Regno Unito il settore è strutturato da tempo. L’agenzia Night Nannies, fondata già nel 1999, dichiara una rete di oltre 500 professioniste tra infermiere pediatriche, ostetriche e tate specializzate. I turni standard vanno dalle 21 alle 7 e possono essere richiesti per più notti alla settimana. Un altro operatore britannico, The Night Nanny, pubblica una tariffa di partenza di 230 sterline per nove ore, dalle 21 alle 6.

Negli Stati Uniti il fenomeno ha conquistato visibilità anche sui social, dove alcune professioniste raccontano le proprie giornate lavorative e l’assistenza prestata ai neonati. Tra queste, Anna Carpenter, 24enne di Houston, certificata come doula post-parto e specialista nella cura dei neonati, è diventata popolare proprio raccontando il suo lavoro di tata notturna. Secondo People, guadagna tra 45 e 50 dollari l’ora e lavora su turni che possono durare dalle nove alle dodici ore. Nel settembre 2026 ha incassato oltre 17mila dollari, sommando i compensi per l’assistenza ai neonati alle entrate generate dai social.

Genitori sempre più avanti con l’età e meno aiuti per i bambini

Dietro la diffusione del servizio ci sarebbero diversi cambiamenti sociali: genitori che hanno figli più tardi, ritmi lavorativi impegnativi – specialmente nelle grandi città – e famiglie che vivono lontano dai nonni. Secondo i dati Istat appena pubblicati, nel 2025 l’età media delle donne al primo figlio ha raggiunto i 32 anni, contro i 28,1 del 1995, mentre un’altra indagine dell’Istituto evidenzia che nel 2024 il 2,9% delle famiglie riceveva aiuti da persone non conviventi per l’assistenza ai bambini, rispetto al 4,5% del 1998.

Non esistono ancora rilevazioni nazionali che misurino la diffusione delle tate notturne. Ma l’offerta di servizi dedicati dimostra che anche in Italia è possibile affidarsi a professioniste per affrontare le notti più impegnative dopo la nascita di un figlio. Ricorrere a un aiuto esterno per dormire può essere visto come un capriccio, ma Carpenter spiega che i genitori che la chiamano “non sono pigri, disinteressati o stanno danneggiando il legame con il loro bambino”. Piuttosto, continua in esclusiva a People, “concedersi del riposo significa essere più presenti per il proprio bambino durante il giorno, per creare un legame più profondo, invece di essere costantemente sotto pressione”.

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Famiglia

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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