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Adhd, boom di diagnosi e uso di farmaci (+1770%) tra le donne adulte

Negli ultimi 14 anni, l’uso di farmaci per l’Adhd tra le donne adulte è cresciuto fino al 1770%. Dietro i numeri, però, emerge un nuovo profilo clinico fatto di diagnosi tardive e coesistenza con altri disturbi psichiatrici. Per decenni, infatti, il “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività”, appunto Adhd, è stato considerato il “disturbo dei bambini vivaci”, un’etichetta quasi esclusivamente maschile e infantile. Una ricerca, pubblicata su The Lancet Regional Health – Europe e basata sui dati della rete Darwin Eu per conto dell’Agenzia europea per i Medicinali (Ema), ha demolito questo stereotipo.

Analizzando i record sanitari di cinque Paesi (Regno Unito, Paesi Bassi, Germania, Belgio e Spagna) tra il 2010 e il 2023, lo studio fotografa un’esplosione senza precedenti del trattamento farmacologico tra gli adulti, con le donne nel ruolo di protagoniste assolute.

L’esplosione nel Regno Unito

Se i dati generali indicano che l’uso di farmaci è triplicato nel Regno Unito e raddoppiato nei Paesi Bassi, è scavando nelle fasce d’età che si scopre la vera notizia. Nel Regno Unito, la prevalenza dell’uso di farmaci tra le donne over 25 è passata dallo 0,01% del 2010 allo 0,20% del 2023: un aumento relativo del 1770,1%. Per le giovani donne (18-24 anni), il balzo è stato del 1094,9%.

Questa non è un’anomalia britannica. In Germania, la crescita tra le donne sopra i 25 anni ha toccato il 702,2%, mentre nei Paesi Bassi si è attestata al 394,5%. Il risultato è un sorpasso storico: dal 2021 in territorio olandese e dal 2022 in quello britannico, il numero di donne adulte che iniziano per la prima volta una terapia per l’Adhd ha superato quello degli uomini.

Perché questo esercito di donne adulte sta ricevendo diagnosi solo ora? Gli scienziati indicano tre fattori chiave:

  1. Criteri medici più flessibili: l’aggiornamento del manuale diagnostico (DSM-5 nel 2013) ha cambiato le regole del gioco, innalzando l’età in cui i sintomi devono manifestarsi (da 7 a 12 anni) e riducendo il numero di sintomi necessari per diagnosticare un adulto.
  2. Maggior consapevolezza: la crescente discussione sui social media e lo stress causato dai lockdown hanno spinto molte donne a riconoscere in età adulta sintomi che erano stati ignorati o confusi con altro durante l’infanzia.
  3. Sottodiagnosi storica: per anni l’Adhd femminile è rimasto “invisibile” perché si manifesta spesso con disattenzione e sogni ad occhi aperti piuttosto che con l’iperattività fisica tipica dei maschi.

Non solo Adhd, il ruolo dell’ansia e degli antidepressivi

L’articolo sottolinea che queste donne non soffrono “solo” di distrazione. Lo studio evidenzia che la prevalenza di ansia e depressione nelle donne con Adhd è circa il doppio rispetto ai maschi. In Spagna e nel Regno Unito, una cifra impressionante, pari all’oltre il 70% delle persone sopra i 25 anni, aveva già fatto uso di antidepressivi prima di approdare a una cura specifica per l’Adhd. Questo suggerisce che molte pazienti abbiano vagato per anni nel sistema sanitario curando i sintomi secondari senza individuarne la causa neurobiologica.

Farmaci e aderenza

Nonostante il boom di prescrizioni, la gestione della terapia resta difficile. Il metilfenidato si conferma il farmaco più usato, ma cresce l’adozione di nuove molecole come la lisdexamfetamina e la guanfacina. Tuttavia, lo studio lancia un allarme sull’aderenza: dopo un solo anno, solo il 14,9% dei pazienti in Germania e il 16% nei Paesi Bassi continua a prendere i farmaci regolarmente. A questo si aggiunge la carenza globale di medicinali iniziata nel settembre 2023, causata proprio dall’impennata della domanda che le aziende farmaceutiche non riescono a soddisfare.

I ricercatori concludono che monitorare questi dati è vitale per la pianificazione dei sistemi sanitari. Se da un lato l’aumento delle diagnosi corregge un’ingiustizia storica verso le donne, dall’altro pone interrogativi sulla capacità delle strutture pubbliche di supportare questi pazienti nel lungo periodo, garantendo cure costanti e sicure per una popolazione con profili clinici sempre più complessi.

Popolazione

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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