Influenza, il bollettino non c’è ma i virus sì. La stima di Pregliasco: “Oltre 500mila casi a settimana”

(Adnkronos) – La stagione influenzale 2026-2027 è cominciata, e avanza, con un grande assente: il bollettino settimanale RespiVirNet che veniva diffuso dall’Istituto superiore di sanità ogni venerdì e che, da autunno a primavera, permetteva di monitorare l’andamento delle infezioni respiratorie acute in Italia. Dall’influenza al Covid, dal virus respiratorio sinciziale a tutta la galassia dei ‘virus cugini’ che accompagnano i mesi più freddi. Il report è fermo da 8 mesi, quando Regioni e Province autonome hanno sospeso il flusso dati che alimenta il sistema di sorveglianza “in attesa di una regolamentazione in linea con quanto previsto dalle norme vigenti per la gestione dei dati personali”, recitava l’ultimo bollettino Iss del 6 marzo scorso. Da allora silenzio: la piattaforma resta incagliata tra gli scogli della privacy e non esistono numeri ufficiali su come stanno procedendo a livello nazionale ‘influenza & Co’. Gli appelli al ministero della Salute per sbloccare lo stallo sono arrivati da più parti e la preoccupazione della comunità medico-scientifica cresce. Perché se il bollettino manca, i virus ci sono e i malanni aumentano. Azzarda una stima per l’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco: “Considerando che l’ultimo rapporto Influnews della Regione Lombardia indica circa 84.500 casi settimanali di infezione respiratoria acuta, proporzionando il dato lombardo su scala nazionale possiamo pensare a oltre 500mila casi in Italia”, calcola l’esperto.  

“Le infezioni respiratorie stanno aumentando”, anche se “l’influenza non ha ancora raggiunto una circolazione predominante”, spiega il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di Milano. “È ragionevole attendersi un’ulteriore crescita delle infezioni con l’avanzare della stagione fredda, anche se non possiamo prevedere con precisione quando arriverà il picco”. Nella previsione fornita a settembre durante il consueto incontro meneghino promosso da Assosalute – Associazione nazionale farmaci di automedicazione, Pregliasco ha detto di aspettarsi una stagione “meno pesante degli ultimi anni”, comunque con “almeno 12-14 milioni di casi attesi”, range “da profilare meglio in funzione dell’andamento delle temperature”. Ma adesso a che punto siamo? “I dati più recenti di Regione Lombardia ci dicono che nell’ultima settimana”, la 44 del 2026 (26 ottobre-1 novembre), “sono stati stimati 84.552 casi di infezioni respiratorie acute con un’incidenza di 8,4 casi ogni mille abitanti, in aumento rispetto alla settimana precedente” e superiore a quella di 7,28 casi su mille che l’anno scorso il bollettino RespiVirNet riportava a livello nazionale per stessa settimana 44 del 2025 (27 ottobre-2 novembre). 

“Siamo ancora in una fase di intensità basale – osserva Pregliasco – ma i virus stanno già circolando, si fanno sentire” e come sempre i più colpiti sono i bimbi piccoli: in Lombardia sotto i 5 anni l’incidenza è di “25 casi ogni mille assistiti, circa 3 volte superiore a quella generale”. Insomma, “siamo entrati nella stagione dei virus respiratori, ma attenzione: non tutto quello che chiamiamo influenza è davvero influenza”, precisa il medico. “Il bollettino lombardo ci offre una fotografia interessante. Tra i campioni analizzati dai medici sentinella – illustra – il rhinovirus è stato identificato nel 35,3%, i virus parainfluenzali nel 23,5% e gli adenovirus nell’11,8%. Sono stati individuati anche coronavirus stagionali e Sars-CoV-2”, quindi Covid, “entrambi nel 5,9% dei campioni. La sorveglianza nei Pronto soccorso conferma una circolazione importante di rhinovirus ed enterovirus. L’influenza A è stata riscontrata nel 2,1% dei tamponi effettuati in Pronto soccorso e l’influenza B nello 0,7%. Questi dati ci spiegano perché tante persone abbiano tosse, raffreddore e mal di gola senza necessariamente avere l’influenza”. Che “è già presente, ma per ora rappresenta una quota minoritaria delle infezioni respiratorie”. A completare il quadro, “accanto ai virus respiratori ci sono poi quelli gastrointestinali, come i norovirus, che provocano vomito, diarrea e crampi addominali. Sono infezioni diverse – puntualizza Pregliasco – che possono circolare contemporaneamente, soprattutto nelle famiglie e nelle comunità”.  

Insomma, “i virus sono già arrivati e non dobbiamo né allarmarci né sottovalutarli”. Al momento “siamo nella fase di riscaldamento della stagione dei virus: non è ancora il momento di massima circolazione influenzale, ma è già il momento di prestare attenzione”, raccomanda il virologo. Per gestire queste prime infezioni, “la prima regola è non avere fretta di guarire: il nostro organismo ha bisogno di tempo per reagire. Per tosse, raffreddore e febbre sono importanti il riposo, una buona idratazione e l’uso appropriato di farmaci sintomatici, quando necessari. La tosse può continuare anche dopo la scomparsa degli altri sintomi. Non significa automaticamente che sia comparsa una bronchite batterica o che serva un antibiotico”, chiarisce Pregliasco. “Per i virus intestinali – consiglia – la priorità è evitare la disidratazione. Bisogna bere frequentemente, anche a piccoli sorsi, utilizzando soluzioni reidratanti orali quando necessario, soprattutto per bambini e anziani. Non servono digiuni prolungati o diete particolarmente restrittive. Si può riprendere gradualmente a mangiare secondo la propria tolleranza. Occorre invece maggiore prudenza nelle persone fragili, negli anziani e in chi soffre di malattie croniche”. 

Quando bisogna rivolgersi al medico? “Nella maggior parte dei casi queste infezioni si risolvono spontaneamente, ma esistono segnali da non sottovalutare”, avverte l’esperto. “Una febbre che persiste o ricompare dopo un miglioramento, una tosse accompagnata da difficoltà respiratoria, dolore toracico o un peggioramento delle condizioni generali richiedono una valutazione medica. Per i disturbi intestinali il pericolo principale è la disidratazione, soprattutto nei bambini piccoli e negli anziani. Bisogna prestare attenzione alla riduzione della quantità di urina, alla marcata debolezza e all’incapacità di assumere o trattenere liquidi”. In generale, “le persone fragili dovrebbero contattare il medico precocemente”. E “in caso di grave difficoltà respiratoria o alterazione dello stato di coscienza, è necessaria un’assistenza urgente”. 

Pregliasco torna a puntare l’accento sulla prevenzione: “Questo è il momento giusto per vaccinarsi contro l’influenza, soprattutto per anziani, persone fragili e categorie per le quali la vaccinazione è raccomandata”. Importanti anche le altre misure: “Lavarsi le mani, arieggiare gli ambienti, evitare di frequentare luoghi affollati quando si è malati e proteggere le persone più vulnerabili”, quando serve “anche usando la mascherina”. E i farmaci? Che sbagli evitare? “Il primo errore – analizza lo specialista – è ricorrere agli antibiotici al primo colpo di tosse. Gli antibiotici non combattono i virus e non abbreviano la durata di raffreddore, influenza o gastroenterite virale. Il secondo errore è assumere contemporaneamente diversi prodotti contro i sintomi influenzali, senza verificare i principi attivi. Si rischia di prendere due volte lo stesso farmaco, per esempio il paracetamolo, con possibili conseguenze anche importanti. Attenzione anche all’uso eccessivo degli antinfiammatori, soprattutto quando si è disidratati a causa di vomito o diarrea. Un altro errore è cercare di bloccare immediatamente la diarrea con farmaci antidiarroici, senza valutare la situazione. In presenza di febbre elevata, sangue nelle feci o nei bambini, questi medicinali richiedono particolare cautela. Infine, non bisogna considerare gli sciroppi per la tosse tutti uguali: una tosse secca e una tosse produttiva richiedono valutazioni differenti”. In definitiva, chiosa Pregliasco, “la regola è semplice: curare i sintomi quando necessario, ma senza trasformare un malanno virale in una gara a chi prende più farmaci”. 

E’ in programma lunedì 9 novembre un incontro istituzionale volto a superare lo stallo del sistema di sorveglianza RespiVirNet che monitora l’andamento dell’influenza e degli altri virus respiratori in Italia, fermo da marzo quando le Regioni hanno interrotto il flusso dei dati “in attesa di una regolamentazione in linea con quanto previsto dalle norme vigenti per la gestione dei dati personali”. Alla riunione, apprende l’Adnkronos Salute, parteciperanno rappresentanti dell’Autorità Garante per la privacy, del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità. 

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