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Spagna, stop agli sfratti fino al 2030: cosa prevede il decreto sulla casa dopo le proteste

Il governo di Pedro Sánchez ha sospeso fino al 2030 gli sfratti per le persone vulnerabili. La misura è arrivata dopo giorni di proteste per lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, mandata via dalla casa di Madrid in cui viveva da 70 anni. Nello scorso weekend migliaia di persone hanno sfilato nella capitale, circa cento tende sono state montate in Puerta del Sol e le manifestazioni hanno toccato anche Barcellona, Siviglia, Malaga e Cadice.

Tra le richieste dei sindacati degli inquilini c’erano lo stop agli sfratti e i contratti d’affitto a tempo indeterminato. Ora, non solo Maricarmen tornerà nella sua casa, ma migliaia di altre persone potranno tirare un sospiro di sollievo. Almeno fino al 2030.

Due decreti sulla casa

Ieri, 29 settembre 2026, il Consiglio dei ministri ha approvato due decreti sulla casa, concordati tra Psoe e Sumar.

Il Boletín Oficial del Estado ha pubblicato il Real Decreto-ley 26/2026, che contiene il blocco degli sfratti, limiti alla compra speculativa e regole sugli affitti stagionali e a stanza. I punti principali sono:

  • Sfratti: fino al 31 dicembre 2030 restano sospesi gli sfratti di persone vulnerabili senza alternativa abitativa;
  • Fondi e grandi proprietari: il veto agli acquisti di case da parte dei cosiddetti “fondi avvoltoio” vale fino al 2028;
  • Contratti: gli affitti in scadenza prima del 31 dicembre 2028 sono prorogati di due anni. Il secondo decreto prevede anche la conversione in contratto a tempo indeterminato, salvo che il proprietario abbia bisogno della casa per sé o per i familiari.

Chi è protetto davvero

Il decreto sospende gli sfratti quando l’immobile appartiene a determinate entità dedicate all’acquisto di immobili o di portafogli di case (l’insieme di tutti gli immobili di proprietà di una persona o di una società) e l’inquilino non ha un’alternativa abitativa. Il decreto estende infatti lo “scudo sociale” esistente a famiglie in situazione di vulnerabilità, senza introdurre un divieto generale.

Regole un po’ diverse per le Comunità autonome, come la Catalogna: se l’inquilino non ha un’alternativa abitativa, le istituzioni hanno due mesi di tempo per intervenire. Se non lo fanno, la sospensione resta in vigore finché non adempiono. In pratica l’onere di trovare una sistemazione ricade sulle amministrazioni regionali.

Il passaggio in Parlamento

I decreti sono in vigore dalla pubblicazione, ma la loro conferma dipende dal Congresso, dove la coalizione non ha la maggioranza. Il voto è atteso per venerdì prossimo, 2 ottobre, e i decreti devono essere convalidati entro un mese, pena la decadenza delle norme.

Affitti brevi più che raddoppiati in tre anni

Un’analisi di Russpain basata su dati Idealista segnala che in Spagna le inserzioni di affitti permanenti sono calate del 20% in tre anni, mentre quelle stagionali sono più che raddoppiate. Uno studio Fedea citato nella stessa analisi rileva che i tetti ai prezzi nelle zone tese hanno rallentato gli aumenti, ma hanno anche ridotto l’offerta.

Qualcosa si era mosso nel 2023, quando la legge sulla casa aveva già introdotto un limite alle revisioni annue dei canoni, collegato all’Irav, l’indice ufficiale creato dall’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo (Ine) per stabilire il limite massimo di aggiornamento annuale dei canoni di locazione residenziale in Spagna.

Il nuovo pacchetto interviene su un fronte di natura cronologica, ovvero la permanenza nell’abitazione. Per valutarne l’effetto serviranno dati sul numero di sfratti effettivamente sospesi e sull’andamento dell’offerta di case in affitto.

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content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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