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Trasparenza salariale e lavoro in Italia, la percezione della retribuzione secondo il Report Coverflex 2026

(Adnkronos) – I risultati del Report sulla Retribuzione 2026, uno studio condotto da Coverflex in collaborazione con la società di ricerca Ipsos Doxa su un campione rappresentativo di mille lavoratori dipendenti italiani di età compresa tra i 18 e i 64 anni, delineano un quadro di diffuso disagio nel rapporto retributivo tra aziende e dipendenti. Attraverso l’introduzione del Coverflex Compensation Index, un indicatore sintetico progettato per valutare la salute delle dinamiche retributive su una scala da 0 a 100, la misurazione media nazionale si è attestata a 35 punti.  

L’analisi analizza il pacchetto retributivo attraverso quattro sotto-indici specifici, individuando nell’adeguatezza lo scostamento più marcato con un punteggio di 29/100, seguito dall’equità a 34/100, dal valore percepito a 34/100 e dalla chiarezza a 44/100. Dal punto di vista statistico, il 60% dei lavoratori intervistati dichiara di non aver ricevuto alcun incremento stipendiale negli ultimi ventiquattro mesi, mentre solo il 17% beneficia di un aggiornamento annuale legato all’inflazione e al costo della vita.  

Questa combinazione di fattori incide sulla soddisfazione complessiva della retribuzione, che registra una media di 5,8 su 10 con appena il 22% degli intervistati ampiamente soddisfatto, riflettendosi anche sullo stato di benessere personale: il 34% dei dipendenti riferisce di aver provato spossatezza mentale frequente nell’ultimo anno, quota che sale al 43% nella fascia giovanile tra i 18 e i 34 anni, portando un lavoratore su due a valutare l’abbandono dell’occupazione per ragioni legate alla salute psicofisica.  

Nel contesto dell’adeguamento alla direttiva dell’Unione Europea sulla trasparenza retributiva, l’83% del campione si esprime favorevolmente all’introduzione di criteri di trasparenza, sebbene solo il 21% ritenga di conoscere approfonditamente i dettagli della normativa e il 69% giudichi l’operato delle imprese italiane ancora opaco in materia di compensi. Inoltre, le politiche aziendali sul divario retributivo di genere risultano pubblicamente condivise solo nel 13% dei casi analizzati.  

 

 

Andrea Guffanti, General Manager di Coverflex

 

 

 

Sul fronte della compensazione totale, l’integrazione con strumenti di welfare aziendale trova il consenso del 63% dei lavoratori, con il 48% che predilige una composizione della retribuzione articolata al 90% da retribuzione annua lorda e al 10% da benefit esenti da imposizione fiscale. In merito alle prospettive di trasformazione del settore, Andrea Guffanti, General Manager di Coverflex, ha dichiarato: “La sfida per le aziende non è soltanto quanto si guadagna, ma quanto le politiche retributive siano percepite come eque, adeguate e comprensibili. La trasparenza salariale e l’allineamento alla Direttiva UE non costituiscono un semplice adempimento formale, ma la base per costruire una vera total compensation capace di integrare stipendio, welfare e fiducia in modo sostenibile.” 

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tecnologia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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