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Prima le gelate poi gli attacchi di insetti e funghi: giù del 20 per cento la produzione di mele in Toscana

FIRENZE – È entrata nel vivo in tutta la Toscana la campagna di raccolta delle mele, dai frutteti di Golden Rouge in Valdichiana fino alle coltivazioni di mela Rotella in Lunigiana. Un’annata segnata dalle difficoltà climatiche e fitosanitarie che, secondo le stime elaborate da Coldiretti Toscana, porterà la produzione regionale sotto la soglia dei 150 mila quintali, registrando un calo di circa il 20% rispetto alla stagione precedente.

A condizionare negativamente il normale ciclo vegetativo delle piante sono state le gelate tardive registrate tra marzo e aprile, seguite da un’estate caratterizzata da temperature eccezionalmente elevate e da ripetuti attacchi di insetti e patologie fungine, con ripercussioni sia sui volumi complessivi sia sulle pezzature dei frutti.

L’associazione dei coltivatori evidenzia come la Valdichiana si confermi il vero e proprio cuore della frutticoltura toscana, ospitando oltre la metà dei circa 700 ettari complessivi dedicati alla melicoltura nella regione. In questo comprensorio di circa 400 ettari, la presenza della diga di Montedoglio ha garantito l’approvvigionamento idrico indispensabile per sostenere le piante durante le fasi di stress termico. La mela rimane così il frutto polposo più coltivato sul territorio regionale, davanti a susine (402 ettari), pesche (379 ettari), pere (369 ettari) e albicocche (180 ettari).

Accanto alle varietà commerciali più diffuse come Golden, Fuji, Gala e Stayman, i produttori toscani proseguono nell’opera di recupero della biodiversità locale. Sono infatti 13 le cultivar antiche inserite nell’elenco dei Prodotti agricoli tradizionali e preservate dai contadini custodi, tra cui spiccano la mela Rotella della Lunigiana, la mela Roggiola senese, la Muso di Bue della Zeri, la mela Nesta e la Binotto apuana.

“L’andamento climatico non è stato favorevole per le mele e la frutticoltura in generale nella nostra regione — dichiara in una nota la presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani —. È stata un’annata impegnativa in campo, con tanti imprevisti, così come fuori dal campo. L’esplosione dei costi di fertilizzanti e del gasolio, aggravata dalle tensioni nel canale di Hormuz, appesantisce un quadro già complicato in un contesto climatico sempre più imprevedibile impattando su produttività e sostenibilità economica”

REDAZIONE

© Riproduzione riservata

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