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Vaccinazione antinfluenzale, la prevenzione parte dai bambini. A Roma il confronto tra istituzioni e professionisti

(Adnkronos) – “Ogni anno i bambini sono tra i soggetti più colpiti dall’influenza, ma anche tra i meno protetti: le coperture vaccinali in età pediatrica restano ancora molto inferiori rispetto a quelle registrate negli adulti. È quindi necessario individuare strategie condivise per aumentare le coperture, migliorando il coordinamento e sostenendo la scelta consapevole delle famiglie”. Con questi obiettivi, istituzioni, federazioni e professionisti della sanità hanno partecipato, a Roma, all’evento ‘Vaccinazione antinfluenzale – La prevenzione comincia dall’infanzia’, organizzato da Nomos Centro Studi Parlamentari, con il contributo non condizionante di AstraZeneca. La vaccinazione antinfluenzale pediatrica si inserisce, infatti, in una strategia di prevenzione che riguarda non soltanto la salute dei singoli bambini, ma anche l’impatto dell’influenza sulla comunità e sui servizi sanitari. 

Secondo l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), nella stagione 2024/25 tutti i 30 Paesi dell’Unione Europea coinvolti nella rilevazione prevedevano una raccomandazione per la vaccinazione di bambini e adolescenti, secondo strategie differenziate per età e gruppi a rischio. “Ma tra la raccomandazione vaccinale e l’adesione delle famiglie resta una distanza da colmare – sottolinea la nota – Per questo, oltre alla disponibilità dell’offerta, diventa centrale la capacità del sistema di accompagnare le famiglie nella scelta informata e nell’accesso alla prevenzione. Da qui la necessità di una strategia condivisa che metta insieme programmazione, comunicazione, accessibilità e fiducia”.  

Ad aprire i lavori è stato Andrea Costa, Esperto in attuazione Pnrr del Ministero della Salute, che ha introdotto il tema dello stato dell’arte della vaccinazione pediatrica antinfluenzale in Italia e degli strumenti per rafforzare le coperture. “La vaccinazione antinfluenzale pediatrica rappresenta un importante strumento di prevenzione, che ci consente di intervenire prima che la malattia produca conseguenze sulla salute delle persone e sui servizi sanitari – ha dichiarato Costa. – Oggi abbiamo l’opportunità di fare un passo in avanti partendo dai dati sulle coperture e dalle differenze che ancora esistono tra i territori. Ma per aumentare le adesioni non basta organizzare bene l’offerta. La vaccinazione antinfluenzale deve essere inserita in una strategia più ampia, nella quale programmazione, organizzazione dei servizi, comunicazione e fiducia procedano insieme”. 

 

Dopo l’intervento di Paolo Bonanni, dell’Università degli Studi di Firenze, dedicato alla programmazione e agli obiettivi di sanità pubblica, l’attenzione si è spostata sul livello territoriale e sul ruolo delle Regioni, mettendo a confronto esperienze e modalità organizzative di Lombardia, Puglia ed Emilia-Romagna. 

Il tema della fiducia è stato invece al centro di un panel dedicato al ruolo dei professionisti della salute e delle reti territoriali nel rapporto con le famiglie e nel contrasto alle esitazioni vaccinali. Al confronto hanno partecipato Rino Agostiniani, Presidente della Società Italiana di Pediatria, Antonio d’Avino, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Enrico Di Rosa, Presidente della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, Giulia Ciancarella, Macroarea Simg della Promozione di salute e prevenzione, Michele Pellegrini Calace, Segretario nazionale di Federfarma, e Valeria Fava, Responsabile coordinamento politiche della salute di Cittadinanzattiva. 

“Per aumentare le coperture è necessario rafforzare la fiducia delle famiglie e rendere più semplice l’accesso alla vaccinazione, valorizzando il ruolo dei pediatri come punto di riferimento. Servono quindi informazione chiara, un’offerta vaccinale facilmente accessibile e una collaborazione sempre più stretta tra pediatri, servizi sanitari e istituzioni. È attraverso questo lavoro comune che possiamo trasformare la raccomandazione in una concreta opportunità di prevenzione per un numero sempre maggiore di bambini”, ha dichiarato Rino Agostiniani. 

 

Secondo Valeria Fava, “le differenze territoriali che ancora osserviamo nell’offerta e nelle coperture vaccinali pongono un serio problema di equità. Non possiamo chiedere alle famiglie di aderire alla prevenzione vaccinale se i percorsi di accesso risultano frammentati, complessi o poco chiari a seconda della Regione. La prevenzione è un diritto e deve essere concretamente esigibile per tutti, senza dipendere dal luogo in cui si vive”. 

A chiudere i lavori – moderati dal giornalista di Rainews24, Gerardo D’Amico – è stato il confronto dedicato all’impatto della vaccinazione antinfluenzale pediatrica sulle priorità di salute pubblica, con un focus sull’antimicrobico-resistenza e gli accessi impropri ai servizi sanitari. Al tavolo i rappresentanti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica Ilenia Malavasi e Guido Liris. 

Dal confronto è emersa la necessità di considerare la vaccinazione antinfluenzale pediatrica come parte di una più ampia strategia di prevenzione, nella quale programmazione, organizzazione territoriale, fiducia e capacità di informare e accompagnare le famiglie devono procedere in modo coordinato. Aumentare le coperture in età pediatrica significa rafforzare la prevenzione e contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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