(Adnkronos) – La Nato ha abbattuto un drone che aveva violato lo spazio aereo della Lituania. “Un drone entrato nello spazio aereo lituano questa notte è stato rapidamente abbattuto dai caccia dell’Alleanza. Ringrazio il personale alleato per la pronta risposta. Mentre la Russia intensifica la sua aggressione contro l’Ucraina, questa prontezza è fondamentale per la nostra regione. Insieme agli alleati Nato, la Lituania difenderà il proprio spazio aereo”, ha scritto su X il presidente Gitanas Nausėda.
Il drone che nella notte era entrato in Lituania provenendo dalla Bielorussia è stato abbattuto da caccia italiani della Nato, riportano le Forze Armate lituane, aggiungendo che i resti del velivolo senza pilota sono stati rinvenuti. Secondo quanto riferito dai militari, intorno a mezzanotte è stato avvistato nello spazio aereo un oggetto in movimento verso la Lituania. Dopo l’identificazione, sono decollati aerei alleati. Alle 00,20 circa, il drone identificato è stato abbattuto da caccia alleati provenienti dall’Italia, decollati dalla base aerea di Šiauliai.
Sul luogo dell’incidente sono presenti agenti di polizia e militari lituani. Gli specialisti stanno raccogliendo i rottami per determinare il tipo di drone e il suo scopo. “Dobbiamo valutare la situazione, raccogliere i rottami e determinare di che tipo di oggetto si trattasse e quale fosse il suo scopo. I rottami non ci permettono ancora di stabilire se si trattasse di un drone da combattimento”, ha dichiarato Vilmantas Vitkauskas, capo del Centro nazionale per la gestione delle crisi.
Al momento non è ancora noto se il drone trasportasse esplosivi. In precedenza, le autorità lituane avevano riferito che il drone era entrato nel territorio lituano dalla Bielorussia, per poi dirigersi verso ovest attraversando la regione di Lentvaris e il distretto di Trakai. Secondo le prime informazioni, nessuno è rimasto ferito nell’incidente.
Intanto il presidente americano, Donald Trump, ha scritto su Truth Social che “l’Ucraina ha accettato di non colpire gli obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare altrettanto!”. “L’aumento del prezzo della benzina a livello mondiale è causato principalmente dalla guerra tra Russia e Ucraina, non dall’Iran”, ha aggiunto Trump. Il presidente americano aveva chiesto domenica al leader ucraino Volodymyr Zelensky di interrompere gli attacchi contro le raffinerie russe, dicendo che l’aumento del prezzo dell’energia era dovuto al conflitto tra Mosca e Kiev.
Zelensky in un messaggio sui social ha affermato che l’Ucraina è pronta a fermare i propri attacchi contro le infrastrutture critiche russe se Mosca farà altrettanto con quelle ucraine. “L’Ucraina ha proposto ai suoi partner di garantire un accordo con la Russia che fermi la distruzione delle infrastrutture critiche”, ha scritto Zelensky, precisando che Kiev “non è convinta che la Russia sia disposta a rispettare qualsiasi accordo”. Se tuttavia i partner dell’Ucraina saranno pronti a garantire che Mosca “si astenga realmente” dal colpire il sistema elettrico, le altre infrastrutture energetiche, quelle critiche e le rotte di approvvigionamento alimentare, “naturalmente siamo pronti a garantire una corrispondente sospensione dei nostri attacchi”.
Zelensky ha chiesto che l’eventuale intesa sia “affidabile, di lungo periodo” e abbia “un impatto reale sulla vita delle persone”, senza venire meno dopo le elezioni russe o trasformarsi in una sospensione temporanea legata all’allentamento della pressione sui prezzi di benzina e diesel in Russia. “La guerra deve finire”, ha concluso Zelensky, indicando una de-escalation sul fronte delle infrastrutture critiche come possibile “primo passo verso la pace”. “Ci aspettiamo proposte concrete dai nostri partner”, ha aggiunto.
Ma Vladimir Putin sarebbe riluttante a raggiungere un accordo con l’Ucraina per una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche prima dell’inverno, ritenendo che la pressione sulla rete elettrica ucraina nei mesi più freddi possa favorire concessioni da parte di Kiev. Lo scrive il Financial Times, citando funzionari direttamente coinvolti nei negoziati di pace tra Stati Uniti, Ucraina e Russia e persone a conoscenza della posizione del Cremlino.
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