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Un alimento allunga la vita, l’esperto: “Ne basta un cucchiaio al giorno”

Il segreto per una vita lunga e in salute potrebbe essere racchiuso in un gesto semplicissimo che compiamo ogni giorno nelle nostre cucine. A rivelarcelo è il dottor Aurelio Rojas, cardiologo presso l’Ospedale Universitario Regionale di Malaga e star dei social con oltre un milione di follower, secondo il quale un cucchiaio al giorno di questo alimento basterebbe a renderlo il protagonista principale della nostra longevità.

La scienza della longevità: 28 anni di ricerca ad Harvard

Le affermazioni di Rojas non sono semplici opinioni, ma poggiano su basi scientifiche granitiche, come confermato da un imponente studio dell’Università di Harvard pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology. I ricercatori hanno monitorato oltre 92.000 professionisti della salute per ben 28 anni, analizzando minuziosamente le loro abitudini alimentari ogni quattro anni.

I risultati sono stati definiti “straordinari” dallo stesso cardiologo sui suoi canali social: chi consuma regolarmente olio d’oliva, l’alimento per eccellenza associato alla longevità, presenta un rischio inferiore del 19% di morire per malattie cardiovascolari rispetto a chi non lo usa quasi mai. Ma c’è di più: lo studio evidenzia una protezione eccezionale per il cervello, con una riduzione del 29% della mortalità per malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer. Come sottolineato sui suoi canali social, questo accade perché i composti antiossidanti dell’olio “agiscono come uno scudo per i nostri neuroni, proteggendoli dai danni del tempo”.

La “dose” magica: basta mezzo cucchiaio

Ma quanto olio serve per cambiare davvero le cose? Secondo i dati dello studio di Harvard, non servono quantità industriali: il consumo di oltre 7 grammi al giorno (poco più di mezzo cucchiaio) è già associato a una riduzione significativa del rischio di mortalità per malattie cardiovascolari, cancro e malattie respiratorie.

Un altro aspetto cruciale emerso dalla ricerca è il concetto di sostituzione. Sostituire appena 10 grammi al giorno di grassi “cattivi” con l’equivalente in olio d’oliva riduce il rischio di mortalità totale in una percentuale compresa tra l’8% e il 34%. È un piccolo cambio di rotta nella spesa quotidiana che può spostare l’ago della bilancia della nostra sopravvivenza.

Il potere dei polifenoli e il segreto del “crudo”

Ma perché l’olio è così superiore ad altri grassi vegetali? La risposta, spiega Rojas via Instagram, risiede nei polifenoli. Queste sostanze non solo riducono l’infiammazione e lo stress ossidativo, ma migliorano in modo significativo la funzione dell’endotelio (il rivestimento interno delle arterie), rendendo molto difficile la formazione delle placche di colesterolo. Tuttavia, bisogna fare attenzione a come lo si usa. Anche se l’olio d’oliva è stabile per cucinare grazie al suo alto punto di fumo, i polifenoli sono sensibili al calore. Per questo motivo, l’esperto consiglia su Ig di consumarne sempre una parte a crudo – su insalate, verdure o pane integrale – per preservare intatte tutte le sue proprietà curative.

Non solo olio

Se l’olio d’oliva è il protagonista, la “sceneggiatura” per una vita lunga richiede altri attori fondamentali. In una recente analisi approfondita riportata da El Pais, il Dott. Rojas avverte che la salute del cuore è un equilibrio delicato che dipende dal nostro stile di vita complessivo.

Ecco i tre pilastri fondamentali per non “far fallire” il nostro cuore:

  • Il riposo è riparazione: dormire meno di sei ore a notte aumenta drasticamente il rischio cardiovascolare. È durante il sonno che il cuore e il sistema vascolare si rigenerano davvero.
  • Il movimento costante: non basta un’ora di palestra se poi passiamo il resto della giornata seduti. Come riporta nell’intervista a El Pais, è essenziale combattere il sedentarismo con piccoli movimenti ogni ora: camminare due minuti, fare le scale o muoversi per dieci minuti dopo i pasti per migliorare la sensibilità all’insulina.
  • La dieta “dei nonni”: dobbiamo tornare a mangiare cibo vero. Il “grande nemico” identificato dal cardiologo sono gli alimenti ultra-processati, ricchi di zuccheri e additivi, che non solo danneggiano il cuore ma sono collegati anche all’insorgenza del cancro.

In definitiva, come conclude Rojas, il nostro cuore è un organo estremamente “grato”. Non chiede maratone o diete da fame; chiede solo piccoli cambiamenti sostenibili. Iniziare con un cucchiaio di olio d’oliva a crudo ogni giorno è il primo, fondamentale passo verso un futuro più lungo e in salute.

Due alimenti e un piatto italiano aumentano la longevità, parola dell’esperto

Il “caso” Italia

Nel nostro Paese la longevità è ormai un dato consolidato e l’Italia si posiziona come il secondo produttore mondiale di “oro liquido”, con la Puglia e la Calabria in prima linea nella produzione di oltre 350 varietà di olive. Una delle motivazioni di questo primato di salute risiede proprio nel fatto che la nostra nazione è tra le maggiori produttrici e consumatrici di olio d’oliva al mondo.

L’area del Mediterraneo, infatti, si contraddistingue per la caratteristica produzione di olio Evo, alimento che la Grecia consuma in quantità record (oltre 20 litri pro capite), seguita da vicino da Spagna e Italia. A conferma che in questo territorio si sviluppa un maggior numero di associazioni tra consumo di olio e longevità, interviene la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG): secondo gli esperti geriatri, la dieta mediterranea sarebbe un modello ideale di “medicina preventiva” e l’olio d’oliva un “alimento funzionale” fondamentale per mantenere l’integrità delle membrane cellulari e contrastare l’infiammazione cronica grazie a potenti antiossidanti e all’oleocanthal, che agisce con un meccanismo simile all’ibuprofene.

Non è un caso che, secondo gli ultimi rilevamenti Istat, al 1° gennaio 2025 i centenari in Italia siano ben 23.548, una cifra più che raddoppiata negli ultimi quindici anni e che vede una netta prevalenza femminile, a testimonianza di un invecchiamento che nel Bel Paese non è solo un numero, ma un’eccellenza biologica supportata dalle nostre migliori tradizioni agricole.

Fonte foto: Instagram 

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content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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