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        <title>Corriere Lucchese - Feed</title>
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        <description>Ultime news da Lucca e provincia</description>
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        <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 00:01:30 +0000</pubDate>
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	<title>Categoria Cronaca - Corriere Lucchese</title>
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                <title>Viareggio, arrestato un 26enne alla stazione: sequestrati oltre 60 grammi tra cocaina e hashish</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/viareggio-arrestato-un-26enne-alla-stazione-sequestrati-oltre-60-grammi-tra-cocaina-e-hashish/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>VIAREGGIO &#8211; Un cittadino marocchino di 26 anni è stato arrestato a <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="55">Viareggio</b> con l&#8217;accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L&#8217;operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato nel pomeriggio del <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="209">28 agosto</b>, nei pressi della stazione ferroviaria della città.</p>
<p data-path-to-node="1">Una pattuglia della Squadra Volante ha notato il giovane seduto ai tavoli esterni del bar dello scalo. Il suo atteggiamento visibilmente nervoso ha spinto gli agenti a procedere con un controllo. Le verifiche effettuate tramite le banche dati hanno rivelato che l&#8217;uomo aveva a suo carico diversi precedenti specifici per droga ed era già sottoposto alla misura dell&#8217;obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.</p>
<p data-path-to-node="2">Di fronte al perdurare dello stato di agitazione del ventiseienne, gli operatori hanno deciso di eseguire una perquisizione personale. All&#8217;interno del portafoglio e in una tasca nascosta, ricavata appositamente nei pantaloni, sono stati trovati oltre 60 grammi di droga. Nel dettaglio, le forze dell&#8217;ordine hanno sequestrato 18 involucri di cellophane termosaldati contenenti <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="376">12,3 grammi</b> di cocaina e un &#8216;panetto&#8217; di hashish del peso di <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="437">52,4 grammi</b>. Insieme alle sostanze, l&#8217;uomo aveva con sé <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="493">575 euro</b> in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio: la somma è stata sequestrata in quanto ritenuta provento dell&#8217;attività illecita, non avendo l&#8217;uomo alcuna occupazione lavorativa lecita.</p>
<p data-path-to-node="3">Il materiale è stato analizzato e confermato dai test della Polizia Scientifica presso il Commissariato locale. Alla luce degli indizi e dei precedenti, è scattato l&#8217;arresto in flagranza di reato.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[L'operazione è scattata nei pressi della stazione ferroviaria, dove il giovane ha mostrato un atteggiamento sospetto e nervoso agli agenti]]></excerpt>
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                                <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 15:00:35 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 01 Sep 2026 15:00:35 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Annega e muore a Viareggio: inutili i soccorsi per un 84enne</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/annega-e-muore-a-viareggio-inutili-i-soccorsi-per-un-84enne/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>VIAREGGIO &#8211; <strong>Tragedia nel tardo pomeriggio sul litorale di Viareggio, dove un uomo di 84 anni, originario di Vinci, ha perso la vita per annegamento mentre si trovava in acqua.</strong></p>
<p>L&#8217;allarme alla centrale operativa dell&#8217;emergenza sanitaria è scattato intorno alle 18 nelle acque antistanti la Passeggiata, <strong>nello specchio di mare compreso tra i Bagni Principe e Imperia.</strong> Notata la situazione di grave pericolo, si è messa immediatamente in moto la macchina dei soccorsi: le persone presenti nello stabilimento e<strong> i bagnini di salvataggio si sono tuffati per recuperare l&#8217;anziano e riportarlo a riva, avviando subito le prime manovre di rianimazione. </strong></p>
<p>Sul posto sono tempestivamente giunte l&#8217;automedica, u<strong>n&#8217;ambulanza della Misericordia di Viareggio e il personale della Capitaneria di Porto</strong> per la gestione degli aspetti di competenza. I sanitari hanno proseguito a lungo i tentativi di rianimazione cardio-polmonare, anche con l&#8217;ausilio del defibrillatore. Purtroppo ogni sforzo si è rivelato vano ed è stato possibile soltanto <strong>constatare il decesso dell&#8217;ottantaquattrenne per arresto cardiocircolatorio da annegamento.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Dramma nello specchio di mare compreso tra i Bagni Principe e Imperia. I bagnini di salvataggio si sono tuffati per recuperarlo ma senza successo]]></excerpt>
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                                <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 20:41:37 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 28 Aug 2026 20:41:37 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>La terra trema ancora in Lucchesia: due scosse in pochi minuti in Mediavalle</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/la-terra-trema-ancora-in-lucchesia-due-scosse-in-pochi-minuti-in-mediavalle/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>COREGLIA &#8211; <strong>Paura nel primo pomeriggio di oggi in Mediavalle</strong> per un doppio evento sismico che ha fatto tremare la terra in provincia di Lucca, venendo chiaramente avvertito dalla popolazione di diversi comuni.</p>
<p>La prima scossa, la più intensa, è stata registrata dai sismografi dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 15,06. <strong>L&#8217;epicentro è stato localizzato a 6 chilometri a nord-est del comune di Coreglia Antelminelli, ad una profondità di 9 chilometri.</strong> Il movimento tellurico ha raggiunto una magnitudo di 3.2 ed è stato avvertito nitidamente dai residenti della zona e dei centri limitrofi.</p>
<p>Appena tre minuti più tardi, alle 15,09, si è verificata una seconda scossa di assestamento. Il nuovo evento sismico ha registrato una magnitudo di 2.6 ed è stato localizzato con il medesimo epicentro.</p>
<p><strong>Subito dopo le scosse la macchina dei controlli e della protezione civile si è messa in moto per le verifiche del caso sul territorio.</strong> Fortunatamente, secondo le prime ricognizioni e le informazioni raccolte presso i comandi dei vigili del fuoco e le forze dell&#8217;ordine, <strong>non si registrano danni a cose o persone, né segnalazioni di criticità particolari alle strutture, pur avendo generato apprensione tra i cittadini.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L'epicentro è stato localizzato a 6 chilometri a nord-est del comune di Coreglia Antelminelli, ad una profondità di 9 chilometri]]></excerpt>
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                                <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 18:58:41 +0200</pubDate>
                <modDate>Sat, 29 Aug 2026 11:59:09 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Junio Valerio Borghese, il comandante che scrisse una pagina memorabile della storia navale italiana</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/junio-valerio-borghese-il-comandante-che-scrisse-una-pagina-memorabile-della-storia-navale-italiana/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>ROMA &#8211; Il 26 agosto 2026 ricorrono 52 anni dalla morte di <strong>Junio Valerio Borghes</strong>e, ufficiale della Regia Marina e comandante della <strong>X Flottiglia Mas</strong>, ricordato per le capacità operative, il coraggio e l’importante contributo offerto alla storia militare e navale italiana.</p>
<p>Nato a Roma il 6 giugno 1906 da un’antica famiglia aristocratica, Borghese scelse molto presto la vita militare. Frequentò l’Accademia navale di Livorno, dalla quale uscì nel 1928 con il grado di guardiamarina, per poi specializzarsi nelle armi subacquee e nel comando dei sommergibili.</p>
<p><strong>Il mare divenne così il centro della sua esperienza professionale e umana</strong>. Preparazione, disciplina e capacità di assumere decisioni in condizioni estreme caratterizzarono una carriera costruita all’interno di uno dei settori più complessi della Marina.</p>
<p>Durante la Seconda guerra mondiale assunse<strong> il comando del sommergibile Scirè</strong>, adattato per trasportare i siluri a lenta corsa e gli operatori incaricati delle missioni subacquee. Si trattava di azioni che richiedevano una preparazione meticolosa, grande sangue freddo e una profonda fiducia tra il comandante e i suoi uomini.</p>
<p><strong>Il nome di Junio Valerio Borghese rimane legato soprattutto all’impresa di Alessandria del dicembre 1941</strong>. Lo Scirè riuscì ad avvicinarsi alla base navale britannica e a rilasciare gli incursori italiani, che penetrarono nel porto e colpirono le corazzate Queen Elizabeth e Valiant.</p>
<p>L’operazione rappresentò <strong>uno dei maggiori successi della Marina italiana durante il conflitto</strong> e viene ancora oggi studiata per l’efficacia della pianificazione, per l’impiego innovativo dei mezzi subacquei e per il valore dimostrato dagli uomini coinvolti.</p>
<p>Borghese svolse un ruolo determinante nella preparazione e nella conduzione della missione, accompagnando lo Scirè attraverso una navigazione particolarmente delicata e garantendo agli operatori le condizioni necessarie per portare a termine l’azione.</p>
<p>Per le capacità dimostrate e per i risultati conseguiti gli venne conferita<strong> la Medaglia d’oro al valor militare</strong>. Il riconoscimento consacrò la sua reputazione di ufficiale capace di coniugare competenza tecnica, intuito operativo e attitudine al comando.</p>
<p>Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, la sua vita attraversò una fase differente e politicamente complessa. Borghese scelse di continuare a combattere e <strong>aderì alla Repubblica sociale italiana, mantenendo il comando della Decima Mas</strong>. Nel dopoguerra <strong>si impegnò nella politica nazionale e il suo nome fu successivamente associato al controverso tentativo di colpo di Stato del dicembre 1970.</strong></p>
<p>Questi avvenimenti hanno alimentato nel tempo giudizi contrapposti sulla sua figura. La valutazione storica non può prescindere dalla complessità delle sue scelte politiche, ma resta distinta e riconosciuta la rilevanza delle operazioni navali condotte durante la prima parte del conflitto.</p>
<p><strong>Dopo aver lasciato l’Italia, Junio Valerio Borghese trascorse gli ultimi anni in Spagna. Morì a Cadice il 26 agosto 1974, all’età di 68 anni, lasciando una biografia profondamente legata alla storia del mare e della Marina italiana.</strong></p>
<p>A 52 anni dalla scomparsa, il suo nome continua a richiamare una stagione nella quale uomini, sommergibili e mezzi d’assalto affrontavano missioni considerate quasi impossibili. Una storia fatta di preparazione, sacrificio e coraggio, che conserva ancora oggi un posto significativo nella memoria navale del Paese.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[A 52 anni dalla morte, il ricordo dell’ufficiale della Regia Marina protagonista delle imprese dello Scirè e delle operazioni subacquee che portarono gli incursori italiani nella storia]]></excerpt>
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                                <pubDate>Wed, 26 Aug 2026 07:49:51 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 26 Aug 2026 07:49:51 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Lucca, fermato in piazza Santa Maria con 23 grammi di cocaina: arrestato un 30enne</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/lucca-fermato-in-piazza-santa-maria-con-23-grammi-di-cocaina-arrestato-un-30enne/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">LUCCA &#8211; Un uomo di 30 anni, cittadino di origine marocchina, è stato arrestato la scorsa notte a <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="89">Lucca</b> con l&#8217;accusa di detenzione ai fini di spaccio. L&#8217;operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Volante della Questura cittadina durante i consueti servizi di monitoraggio del territorio.</p>
<p data-path-to-node="1">L&#8217;intervento ha avuto inizio in <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="32">piazza Santa Maria</b>, dove i poliziotti hanno fermato il giovane per un controllo. L&#8217;atteggiamento sospetto mostrato dal trentenne, che risultava già noto alle forze dell&#8217;ordine per precedenti reati legati agli stupefacenti, ha spinto gli agenti ad approfondire le verifiche con una perquisizione sul posto. Addosso all&#8217;uomo sono state trovate <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="374">cinque dosi di cocaina</b> già confezionate e pronte per la vendita al minuto, insieme a una rilevante somma di denaro in banconote di piccolo taglio, ritenuta il probabile incasso dell&#8217;attività illecita.</p>
<p data-path-to-node="2">A seguito del primo ritrovamento, l&#8217;operazione si è spostata all&#8217;interno dell&#8217;abitazione dell&#8217;indagato. La perquisizione domiciliare ha permesso di recuperare ulteriore cocaina, portando il totale della sostanza sequestrata a oltre <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="232">23 grammi</b>. Nella casa sono stati inoltre rinvenuti due telefoni cellulari e il materiale necessario per pesare e confezionare lo stupefacente.</p>
<p data-path-to-node="3">Il giovane è stato dichiarato in arresto in flagranza di reato ed è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Questura. Attualmente si trova a disposizione dell&#8217;Autorità Giudiziaria in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Fermato in piazza Santa Maria per un controllo, il giovane è stato trovato in possesso di dosi di cocaina e denaro contante]]></excerpt>
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                                <pubDate>Fri, 14 Aug 2026 12:01:19 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 14 Aug 2026 12:01:19 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Trasporta taniche d’acqua e perde l’equilibrio in bici: muore a sessant’anni</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/trasporta-taniche-dacqua-e-perde-lequilibrio-in-bici-muore-a-sessantanni/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>CAPANNORI – Si è trattata di una drammatica fatalità il sinistro che stamani (12 agosto) si è consumato in via delle Ville a Segromigno, costato la vita a<strong> un uomo rimasto vittima di un tremendo impatto mentre viaggiava a bordo della sua bicicletta.</strong></p>
<p><strong>A perdere la vita è stato un cittadino dello Sri Lanka di 60 anni</strong>, residente poco distante dal luogo del tragico fatto. La ricostruzione della dinamica, su cui hanno lavorato le forze dell&#8217;ordine, ha <strong>escluso da subito l&#8217;eventuale responsabilità di altri automobilisti o mezzi di passagg</strong>io: il sessantenne avrebbe infatti perso il controllo della dueruote a causa dello sbilanciamento provocato da diverse ingombranti<strong> taniche riempite d&#8217;acqua che stava trasportando</strong>. La conseguente sbandata lo ha fatto finire violentemente contro un <strong>muro d&#8217;entrata lungo il ciglio della carreggiata</strong>.</p>
<p>I soccorsi medici inviati d&#8217;urgenza sul posto non hanno purtroppo potuto che constatare il decesso dell&#8217;uomo, provocato dal devastante trauma cranico riportato nell&#8217;impatto con la struttura muraria. <strong>I rilievi di rito eseguiti dai carabinieri hanno confermato l&#8217;autonomia del sinistro</strong>, consentendo così la richiesta e l&#8217;ottenimento del <strong>nullaosta da parte del magistrato di turno per il successivo trasferimento della salma.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Originario dello Sri Lanka si è schiantato contro un muro a bordo strada a Segromigno. Inutili i soccorsi sul posto]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cronaca</category>
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                                <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 19:15:41 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 13 Aug 2026 17:43:36 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>A Sant’Anna di Stazzema le celebrazioni della strage nazista. Conte e Tajani: “Atto premeditato con la complicità dei fascisti”</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>STAZZEMA &#8211; Una folla di cittadini, associazioni e autorità hanno accolto i due leader politici invitati alla commemorazione dell’82esimo anniversario della <strong>strage di Sant’Anna di Stazzema</strong>.</p>
<p>Entrambi, prima il presidente Giuseppe Conte e dopo il vicepresidente del consiglio dei ministri e ministro degli esteri Antonio Tajani, sono scesi sulla piazza della chiesa di Sant’Anna di Stazzema accolti da tanti giornalisti e cittadini, per poi incamminarsi a piedi per salire a Col di Cava al Sacrario <strong>dove si sono svolte le orazioni ufficiali dopo che il generale Andrea Rispoli ha inaugurato la fine dei lavori di manutenzione straordinaria al Monumento Ossario di Sant’Anna di Stazzema</strong>.</p>
<p>L’onorevole Conte ha transitato nell’ultima parte della via Crucis per poi incamminarsi sul prato che immette al Sacrario con le incitazioni del pubblico: “Grande Conte, Grande presidente”. Tanti gli applausi ricevuti anche durante il suo discorso, da oratore ufficiale della commemorazione, e dopo gli interventi del sindaco del comune di Stazzema e presidente del Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema <strong>Maurizio Verona,</strong> del presidente dell’Associazione Martiri <strong>Umberto Mancini</strong>, e del presidente della Regione Toscana<strong> Eugenio Gian</strong>i. Ha chiuso, poco prima dell’interpretazione dell’inno d’Italia da parte della voci bianche del coro dei bambini del Festival Puccini di Torre del Lago,<strong> il ministro Tajani, che è stato anche protagonista della deposizione di una corona di alloro inviata dalla presidente del consiglio dei ministri, Giorgia Meloni</strong>, per la statua sotto il Sacrario che ricorda le 560 vittime trucidate nella strage del 12 agosto 1944.</p>
<p>&#8220;Con i soldati tedeschi c’erano anche uomini e donne con il volto semicoperto, parlavano italiano, erano i collaborazionisti,<strong> i complici fascisti di questa strage</strong> &#8211; ha detto Conte &#8211;<strong> Non fu una rappresaglia militare, fu un’azione terroristica premeditata, un massacro pianificato e attuato nei minimi dettagli</strong>. E questa non è solo una valutazione degli storici: questo ormai è un verdetto definitivo delle Corti di giustizia della Repubblica italiana». Dal significato della strage Conte è passato al rapporto tra Resistenza, Costituzione e antifascismo, con un&#8217;affermazione particolarmente netta: «La nostra Costituzione è stata scritta per affermare con chiarezza: mai più fascismo». E ha aggiunto: «È stata scritta con lo scopo di rifondare lo Stato su principi, valori radicalmente antitetici al fascismo: il valore supremo della persona umana, l’uguaglianza formale ma anche sostanziale di tutti i cittadini, il primato del lavoro, la libertà di espressione, di riunione, la partecipazione democratica offerta a tutti&#8221;. <strong>Da qui il richiamo al &#8216;connubio indissolubile tra democrazia e antifascismo</strong>&#8216;: &#8220;La nostra Costituzione era, è e sarà sempre antifascista e democratica e, in maniera pressoché corrispondente, il fascismo è stato nella sua dimensione costitutiva e attuativa antidemocratico. Costituzione e fascismo costituiscono quindi due polarità antitetiche&#8221;</p>
<p><strong>Conte ha poi raccolto direttamente l’appello lanciato dal sindaco Maurizio Verona sulla proposta di legge di iniziativa popolare contro i simboli e i gadget nazifascisti</strong>: &#8220;Anche io, per quanto mi compete, dall’opposizione, per la mia parte politica, spingeremo perché si apra una discussione in commissione giustizia su questa proposta di iniziativa popolare volta a bandire simboli e gadget nazifascisti&#8221;. E subito dopo ha rivolto un messaggio politico più ampio, legando la memoria di Sant’Anna al tema del patriottismo: &#8220;<strong>Le seduzioni democratiche vanno oggi sempre difese, protette. Non bastano gesti formali o parole di circostanza</strong>. La memoria ritrovata, la memoria viva di quel che è successo in questo luogo, ci impone di onorare chi scelse la libertà a prezzo della vita. Anzi, chi si professa patriota dovrebbe essere qui per onorare la patria. Vedete, perché non possiamo onorare la patria se non onoriamo chi non si è piegato alla dittatura e poi per questo ha sacrificato la propria vita». E ancora: «Chi non si inchina davanti a questo sacrario civile, chi evita di pronunciare parole di verità, non solo continua a ferire un’intera comunità, ma finisce per disconoscere i fondamenti stessi della nostra storia repubblicana&#8221;</p>
<p><strong>Nella parte finale dell’orazione, il riferimento alla Costituzione si è spostato dalla memoria del passato ai conflitti e alle violazioni dei diritti nel presente</strong>. Conte ha parlato della pace come principio costituzionale, affermando che &#8220;la pace non significa solo ripudio della guerra come strumento di offesa della dignità e della libertà di altri popoli. La pace impone il primato della politica, della diplomazia. Implica una specifica proiezione internazionale dell’Italia che, in forza della sua natura di Paese democratico, deve costantemente tendere alla collaborazione con gli altri Stati e deve sempre rispettare il diritto internazionale&#8221;. E quindi il passaggio su Gaza, tra i più duri dell’intervento: &#8220;La pace richiede coraggio ed è l’opposto dell’ignavia. Non è compatibile con il silenzio complice e spinge a condannare, ad esempio, con la più risoluta fermezza, l’orrore di Gaza, con oltre 20mila bambini inermi sterminati dall’esercito israeliano equipaggiato con le più sofisticate tecnologie”</p>
<p><strong>Il tema della pace è stato infine ricondotto da Conte al principio dei diritti inviolabili e alla responsabilità della politica</strong>: &#8220;Non dobbiamo avere paura di dire che le politiche dell’odio, del rancore e della discriminazione sono un attacco frontale alla Costituzione repubblicana, che riconosce la dignità inviolabile di ogni essere umano». E ha concluso richiamando ancora una volta il valore di Sant’Anna come luogo non soltanto della memoria, ma dell’impegno civile: «La difesa della Costituzione non è uno sguardo che si attarda sul passato, è un’energia sul futuro che si propaga sul futuro. Qui a Sant’Anna di Stazzema, in questo sacrario laico, ogni cittadino che si riconosce nei valori repubblicani rinnova il proprio giuramento alla Costituzione. È un atto di memoria, ma anche un atto di responsabilità: conservare la verità, proteggere la democrazia, onorare chi ha dato la vita per questi principi&#8221;.</p>
<figure id="attachment_583401" aria-describedby="caption-attachment-583401" style="width: 696px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-583401" src="https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-13.36.22-1-1024x768.jpeg" alt="" width="696" height="522" /><figcaption id="caption-attachment-583401" class="wp-caption-text">Antonio Conte al Sacrario (foto ufficio stampa)</figcaption></figure>
<p>Il passaggio più netto arriva fin dalle prime battute, quando Tajani chiarisce la natura della strage e individua senza ambiguità le responsabilità: &#8220;<strong>Quello commesso dalle truppe della Germania nazista che occupavano e opprimevano il nostro paese è un crimine deliberato, commesso con l’aiuto di fascisti italiani.</strong> Un crimine che non trova nessuna giustificazione, né quella della tragica fatalità, né quella delle dure leggi della guerra&#8221;. Un’affermazione che il ministro lega direttamente alla responsabilità delle istituzioni e alla necessità di andare oltre la semplice commemorazione: &#8220;Non basta dire “mai più”, occorre agire concretamente per garantire che tutto questo non si ripeta&#8221;.</p>
<p>Tajani è tornato poi sul ruolo avuto dagli italiani nella guerra di Liberazione e s<strong>ulla necessità di ricordare chi combatté per la libertà, contrapponendolo a chi scelse invece di collaborare con gli occupanti nazisti.</strong> Il ministro ha ricordato le diverse componenti della Resistenza e delle forze italiane che combatterono contro il nazifascismo, sottolineando come seppero &#8220;mettere da parte le divergenze per un grande obiettivo comune: la libertà della Patria&#8221;. Ma il passaggio più esplicito sulle responsabilità italiane è arrivato nel ricordo delle altre stragi avvenute in Toscana: &#8220;Potrei continuare purtroppo a lungo, parlando di stragi commesse non soltanto da truppe tedesche ma purtroppo anche da italiani, da reparti della Repubblica Sociale che si dedicarono con altrettanta ferocia all’opera di repressione&#8221;.<br />
Da qui il ministro ha allargato il ragionamento al presente, mettendo in guardia dai rischi che possono mettere in discussione i valori democratici conquistati dopo la guerra: &#8220;Anche per questo è preziosa la libertà che le nostre istituzioni democratiche sono chiamate a tutelare e garantire, di fronte ai pericoli vecchi e nuovi. <strong>Il nazismo e il fascismo sono tragedie del passato, che non ritorneranno in quelle forme</strong>, ma l’Europa e il mondo sono attraversati proprio in questi anni dallo stesso spettro dell’intolleranza, dell’estremismo, della falsificazione ideologica». Tajani ha quindi richiamato i conflitti, i regimi autoritari e la disinformazione, sottolineando che «La libertà, la democrazia, la pace che abbiamo vissuto per 80 anni, grazie alla nascita dell’Unione Europea voluta da grandi visionari come De Gasperi, Adenauer, Schuman, Spinelli e Martino, non sono beni acquisiti per sempre&#8221;.</p>
<p>In conclusione, Tajani ha riportato i<strong>l significato della giornata alla responsabilità collettiva nei confronti delle vittime di Sant’Anna e delle generazioni future</strong>: &#8220;Le vittime di Sant’Anna non hanno avuto davvero giustizia, se non la giustizia simbolica verso pochi fra i responsabili, giunti ormai al termine della loro vita». Ma, ha aggiunto, «la giustizia per queste vittime non la possono fare solo i tribunali, la farà la storia se il loro martirio non sarà stato vano, se servirà a indurci a riflettere sulla follia del totalitarismo e a capire come possa essere anche oggi dietro l’angolo&#8221;. Il ministro ha quindi ricordato che nessuna società può considerarsi immune dall’orrore: &#8220;Una grande nazione come la Germania, una delle nazioni più colte, più progredite e più raffinate del mondo, ha visto crescere nel proprio seno il più orrendo fra i sistemi criminali della storia contemporanea. Ha visto pianificare crimini come Auschwitz. Questo significa che nessuno è immune dalla follia, dall’orrore, dalla violenza&#8221;. E ha chiuso con l’impegno del governo: &#8220;Io sono qui dunque per ribadire in modo solenne che questo governo, e tutte le Istituzioni della Repubblica, <strong>continueranno a fare tutto il necessario perché il sacrificio dei martiri di Sant’Anna non sia dimenticato, ma soprattutto perché non sia stato vano</strong>&#8220;.</p>
<p>Maurizio Verona, sindaco del Comune di Stazzema, ha detto: &#8220;<strong>Sant’Anna di Stazzema è stato un crimine. È stato un crimine ciò che è accaduto e dopodiché ci sono stati decenni bui,</strong> perché è calato su questa strage un oblio di Stato, sono calati decenni di silenzio, sono calate verità nascoste. E questo ha fatto sì che si creasse un danno verso quelle generazioni che crescevano in quegli anni, un danno perché è cresciuta una storia di ambiguità. Qualcuno raccontava che qua non ci fosse stato un crimine pianificato, che ci fosse stato qualcosa di diverso. Invece qua a Sant’Anna di Stazzema i fascisti locali, con il passamontagna sul viso, hanno accompagnato i nazisti e hanno ucciso deliberatamente donne, bambini e anziani. Non era guerra quella. Quello era un crimine, un crimine che è stato taciuto per decenni&#8221;</p>
<p>Verona ha poi ricordato come la verità giudiziaria sia arrivata soltanto 63 anni dopo la strage, con il processo che ha portato alla condanna dei responsabili, ringraziando in particolare<strong> il procuratore militare Marco De Paolis</strong>. Ma il sindaco ha sottolineato anche le conseguenze di quel lungo silenzio sui superstiti: &#8220;I nostri superstiti non parlavano, non raccontavano ciò che avevano vissuto quel giorno. Vedevano uno Stato silente che non parlava e quindi avevano paura a raccontare ciò che avevano visto. Non sapevano se lo dovevano fare, o se non lo dovevano fare. Soltanto dopo che sono iniziati i processi hanno iniziato a raccontare&#8221;.</p>
<p><strong>Da qui l’appello al governo e alle istituzioni, con il significato attribuito alla presenza del ministro Antonio Tajani alla cerimonia</strong>: &#8220;Io tutti gli anni mi sforzo ad avere un rappresentante del governo qua in questo luogo, perché credo che il governo e lo Stato debbano rimediare a quegli anni di silenzio, di mancata attenzione a questi luoghi. E quindi la presenza il 12 agosto qui è significativa. Non per il sindaco: è significativa per i superstiti, è significativa per coloro che hanno perso la vita in questo luogo, che hanno perso la vita ingiustamente&#8221;.</p>
<p><strong>Un passaggio particolarmente netto è stato dedicato alla proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda e la diffusione dei simboli del fascismo, promossa proprio da Sant’Anna e sostenuta da oltre 250mila firme: &#8220;Questa legge è insabbiata. Noi l’abbiamo presentata nel 2022, ha fatto qualche centimetro, è arrivata in commissione, poi si è interrotta la legislatura. In questa legislatura ha preso il numero della legge, numero 4. Questa legge è bloccata in commissione giustizia&#8221;</strong></p>
<p>Rivolgendosi direttamente al ministro Tajani, Verona ha quindi lanciato un appello: &#8220;Lei è più autorevole di me e magari ha più occasione di vedere Ciro Maschio, presidente di quella commissione. Lo inviti. Questo non fa un favore a me, a portare la legge in discussione in commissione: fa un favore alle 250mila firme dei cittadini che hanno sottoscritto quella legge e vogliono che venga scritta una pagina di storia. Io mi sento umiliato come cittadino, mi sento umiliato come presidente del comitato promotore della legge, mi sento umiliato anche come sindaco di una città medaglia d’oro al valore militare, perché credo che una legge di iniziativa popolare può essere approvata, respinta, modificata, però io ho la convinzione che in una democrazia non può essere lasciata a prendere polvere in un cassetto&#8221;</p>
<p><strong>Il sindaco ha infine ribadito il significato che oggi Sant’Anna vuole assumere ben oltre la commemorazione della strage</strong>: &#8220;Sant’Anna non è soltanto un luogo di commemorazione. <strong>Sant’Anna è un luogo dove noi stiamo portando avanti delle politiche. Qui Sant’Anna oggi è la capitale dell’antifascismo&#8221;</strong>. E ha concluso con una frase che sintetizza il senso dell’intera giornata: &#8220;Sant’Anna non chiede privilegi. Ha chiesto per decenni verità, ha chiesto per decenni giustizia. È arrivata tardi, ma è arrivata. La verità e la giustizia. Oggi chiede il rispetto. Qui non si costruisce soltanto il ricordo di una strage: qui si costruisce una parte essenziale della coscienza democratica dell’Italia e dell’Europa. Per questo la memoria di Sant’Anna non può appartenere soltanto al passato: ci interroga sul presente e ci chiama ancora oggi a una responsabilità precisa. A Sant’Anna la memoria non è un rito, è una responsabilità&#8221;.</p>
<p>“Ottanta anni fa nasceva la nostra Costituzione, che come ci ricorda Piero Calamandrei poggia sul dolore di chi patì stragi ed eccidi, sul sacrificio dei partigiani e sull’antifascismo – ricorda il <strong>presidente della Toscana, Eugenio Giani</strong> &#8211;  Anche Sant’Anna di Stazzema dunque è madre della nostra Costituzione: qui, dove con brutalità inaudita furono distrutte 560 vite (394 gli identificati, ndr) e tra loro almeno 130 bambini in una tranquilla mattina di agosto”. Dopo Marzabotto in Emilia Romagna fu il più grande eccidio nazifascista: uno dei più efferati di quegli anni. “Da qui – prosegue Giani – deve dunque partire un grido forte per la pace, contro le dittatura e contro i focolai di guerra che ancora attraversano il mondo di oggi”.</p>
<p>“Da Sant’Anna vogliamo lanciare un messaggio di cultura di pace che parte dalle persone” ricorda <strong>Mia Diop, vice presidente della Toscana</strong>, che oggi, dopo la commemorazione, ha inaugurato la tradizionale mostra con disegni dei bambini organizzata a Sant’Anna da Colours for peace, che quest’anno si arricchisce di un nuovo percorso di educazione alla pace destinato all’Asia meridionale e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. <strong>“I bambini – dice – ci lanciano un messaggio importante, per tutelare noi e il loro futuro”.  </strong></p>
<p>“Dobbiamo educare i giovani a non essere mai indifferenti – sottolinea l’assessora alla cultura della memoria, Alessandra Nardini &#8211; perché uno dei grandi mali di quegli anni fu esattamente questo: ci fu chi scelse, e chi finse di non vedere e di non sapere cosa stava accadendo.  Questo significa non voltarci oggi all&#8217;altra parte di fronte alle guerre che insanguinano il mondo, di fronte ai massacri, di fronte al genocidio che si sta continuando a consumare a Gaza”.</p>
<p><strong>Contro l’indifferenza e dalla parte della Costituzione</strong>. “Sant’Anna non può essere il ricordo della strage – aggiunge <strong>il sottosegretario alla presidenza Bernard Dika</strong> &#8211; ma dobbiamo domandarci oggi da che parte stare: sicuramente dalla parte della Costituzione, perché ci è voluto tutto questo sangue e tutto questo sacrificio per arrivare ad avere diritti e libertà”.</p>
<p>Dal monumento ossario sul crinale il presidente della Toscana parla a braccio. <strong>Dopo di lui sarà la volta dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte</strong>, oratore ufficiale di questa edizione, e del vice presidente del Consiglio e ministro degli affari esteri  Antonio Tajani. Dal palco parlano anche tre ragazzi e ragazze tedesche e un italiano, protagonisti del campo della pace che da diversi anni è occassione di dialogo tra le giovani generazioni dei due paesi.</p>
<p>“Il fascismo – dice Giani –<strong> è stato il momento più cupo e basso di caduta della civiltà umana</strong>”. “Da giugno a settembre 1944 furono uccise in Toscana 4500 persone civili inermi, vittime senza motivo di più di duecento eccidi nazifascisti”. Una parte di questi eccidi, ricorda Giani, sono da poche settimane uniti in una rete di sentieri che collegano Pietrasanta e Sant’Anna di Stazzema a Monte Sole a Marzabotto. Un altro modo per non dimenticare. Un pellegrinaggio laico che unisce passato e futuro. Da Sant’Anna, non per un caso, è nata la proposta di legge popolare contro la vendita di gadget fascisti.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Un appuntamento profondamente politico alla presenza del vicepremier e dell'ex presidente del Consiglio. Da Giani e Verona appello all'ok alla legge contro la propaganda]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cronaca</category>
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                                <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 17:43:53 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 12 Aug 2026 19:13:30 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Incendi di bosco a Firenzuola e Torre del Lago sotto controllo e in bonifica</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>FIRENZE &#8211; <strong>Fiamme domate, incendi sotto controllo e in bonifica a Firenzuola nel fiorentino e nella Pineta di Levante tra Viareggio e Torre del Lago in Versilia</strong>. L’attenzione però è ancora alta, perché <strong>una radice arsa dal fuoco, soprattutto in terreni sabbiosi, è come una miccia che corre lenta e un focolaio può riemergere</strong>, all’improvviso, anche lontano da dove il fuoco è stato spento.</p>
<p>A Firenzuola, dove l’incendio è scoppiato giovedì, nella mattina di domenica (9 agosto) sono <strong>otto le squadre di volontari antincendi boschivi sul posto intente a terminare le operazioni di messa in sicurezza</strong>, mentre una ‘sentinella’ osserva e segnala possibili riprese sulla vasta area bruciata, almeno cinquanta ettari, compresa tra due valloni.</p>
<p>Nella Pineta di Levante di Torre del Lago invece, dove il rogo è divampato nel pomeriggio di ieri (8 agosto), <strong>si è lavorato nella notte, con una ruspa, per delimitare i vari focolai.</strong> La superficie complessiva interessata dall’incendio è limitata, ma il terreno sabbioso consente al fuoco di muoversi lentamente nel sottosuolo seguendo radici o lettiera mescolata.</p>
<p>Per questo al momento sono presenti quindici squadre di volontari antincendi boschivi e operai forestali distribuite in vari punti, a cui sarà dato il cambio nel pomeriggio e poi stanotte.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[In Versilia si è lavorato nella notte, con una ruspa, per delimitare i vari focolai e impedire riprese del fuoco a causa delle radici]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 14:13:51 +0200</pubDate>
                <modDate>Sun, 09 Aug 2026 14:13:51 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Trovato morto nella notte in una fossa biologica: tragedia a Barga</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/trovato-morto-nella-notte-in-una-fossa-biologica-tragedia-a-barga/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">BARGA – <strong>Tragico ritrovamento nella notte in Lucchesia</strong>, dove i soccorritori hanno recuperato <strong>il corpo ormai privo di vita di un 65enne all&#8217;interno di una fossa biologica</strong>. Il drammatico episodio si è consumato in località<strong> Pian di Gragno, nel comune di Barga.</strong></p>
<p data-path-to-node="1">A far scattare la mobilitazione dei soccorsi è stata una chiamata d&#8217;emergenza giunta intorno all&#8217;una.<strong> Sul posto sono confluite d&#8217;urgenza le ambulanze del 118 insieme ai vigili del fuoco e ai carabinieri della compagnia locale.</strong> Per consentire l&#8217;intervento dei sanitari si è reso necessario il delicato e complesso lavoro dei pompieri, impegnati nel recupero dell&#8217;uomo dalle profondità della cisterna. <strong>Ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile: il medico di servizio ha potuto unicamente dichiararne la morte.</strong></p>
<p data-path-to-node="2">Resta da chiarire cosa sia esattamene accaduto nei momenti precedenti alla tragedia.<strong> I militari dell&#8217;Arma hanno avviato gli accertamenti e i rilievi nell&#8217;area del ritrovamento per ricostruire i contorni della vicenda</strong> e stabilire se si sia trattato di un fatale incidente, di un malore improvviso o di altro.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Inutili i soccorsi per un 65enne: sulla vicenda indagano i carabinieri, non è esclusa nessuna ipotesi per il decesso]]></excerpt>
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                                    <category>Cronaca</category>
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                                <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 08:26:41 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 07 Aug 2026 23:49:44 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Scabbia resistente ai farmaci: l’intuizione dei medici lucchesi diventa uno studio nazionale</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/scabbia-resistente-ai-farmaci-lintuizione-dei-medici-lucchesi-diventa-uno-studio-nazionale-2/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>LUCCA &#8211; Il reparto di <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="14">Dermatologia di Lucca</b> ha preso parte a una ricerca nazionale sul trattamento della scabbia, i cui risultati sono stati resi noti sulle pagine della rivista scientifica <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="182">The Lancet Infectious Diseases</i>. Lo studio multicentrico, intitolato <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="250">Effectiveness of scabies treatments in Italy (SCAB-net): a prospective observational study</i>, analizza l&#8217;efficacia delle terapie contro questa specifica infezione cutanea.</p>
<p data-path-to-node="1">Il coinvolgimento della struttura toscana, guidata dal direttore <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="65">Carlo Mazzatenta</b> e supportata dal lavoro dei medici Michela Magnano e Andrea Bassi, affonda le radici in un&#8217;evidenza clinica risalente al 2021. In quel periodo l&#8217;équipe lucchese si accorse infatti che la cura ritenuta standard, a base di permetrina, non stava più garantendo le percentuali di guarigione registrate negli anni precedenti.</p>
<p data-path-to-node="2">Questa prima osservazione sul campo fu tradotta in un articolo pubblicato sul <i data-path-to-node="2" data-index-in-node="78">Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology</i>, firmato dallo stesso Mazzatenta, da Bassi e dai colleghi Vincenzo Piccolo e Giuseppe Argenziano, in cui si segnalava una sospetta riduzione di sensibilità della malattia al farmaco. Il calo di efficacia è stato progressivamente riscontrato anche da altri centri medici della penisola, dando vita al percorso di approfondimento che ha portato all&#8217;attuale pubblicazione su scala nazionale. Un traguardo che, per l&#8217;Azienda Usl Toscana nord ovest, certifica l&#8217;utilità del lavoro di rete clinica per il miglioramento delle strategie terapeutiche destinate ai pazienti.</p>
<p data-path-to-node="3">La <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="3">scabbia</b> è una patologia caratterizzata da forte prurito e da un alto livello di contagiosità. L&#8217;infezione è causata dall&#8217;acaro &#8216;Sarcoptes scabiei hominis&#8217;, un parassita che svolge l&#8217;intero ciclo di vita sotto l&#8217;epidermide umana, pur riuscendo a sopravvivere per alcuni giorni nell&#8217;ambiente esterno. La trasmissione del patogeno avviene tramite il contatto fisico stretto, dinamica che ne favorisce la rapida diffusione all&#8217;interno dei nuclei familiari e negli ambienti comunitari. Negli ultimi anni i contagi hanno registrato un incremento diffuso a livello globale, spinti dalla mobilità internazionale e dalla crescente resistenza sviluppata dall&#8217;acaro verso le terapie tradizionali.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Un traguardo per l'Azienda Usl Toscana nord ovest che certifica il valore della rete clinica di fronte all'aumento globale dei contagi]]></excerpt>
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                                <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 11:34:56 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 05 Aug 2026 11:34:56 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Incendio sul monte Faeta, in arrivo i primi 400mila euro per mettere in sicurezza le aree devastate</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/incendio-sul-monte-faeta-in-arrivo-i-primi-400mila-euro-per-mettere-in-sicurezza-le-aree-devastate/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>SAN GIULIANO &#8211;<strong> Mettere in sicurezza le aree devastate dalla fiamme che tra il 28 aprile e il 2 maggio hanno divorato ettari di bosco tra Lucca e Pisa, nei due versanti del Monte Faeta</strong>, con l’impegno rivolto alla prevenzione. È il cuore del progetto messo a punto dalla Regione e illustrato el doppio appuntamento a Lucca e a San Giuliano Terme, dove si sono svolte le due assemblee pubbliche organizzate dai rispettivi Comuni. Per la Regione sono intervenuti il presidente, <strong>Eugenio Giani</strong> e l’assessore regionale all’agricoltura e alla forestazione,<strong> Leonardo Marras.</strong> Per il Comune di Lucca il sindaco, <strong>Mario Pardini</strong> e il vice sindaco, <strong>Fabio Barsanti</strong>; per il Comune di San Giuliano Terme il sindaco <strong>Matteo Cecchelli.</strong></p>
<p><strong>Il presidente Eugenio Giani</strong>, in una mattinata segnata dalla scossa di terremoto con epicentro nel pisano e dalla necessità di recarsi a incontrare il sindaco Michele Conti per fare il punto sulla situazione, è presente a San Giuliano Terme, dove interviene ricordando le due occasioni di intervento post incendio a Lucca e a San Giuliano Terme: “Sono stati molto importanti, anche dopo l’evento calamitoso del Monte Faeta,<strong> la mobilitazione e il coordinamento a fra Comuni, Regione, livelli dello Stato coinvolti</strong>: oggi l’assessore Marras porta <strong>400mila euro di primo intervento che attraverso il sistema di salvaguardia possono dare il segno della volontà di ricostruire un tessuto arboreo di straordinario valore</strong>”.</p>
<p>Il presidente cita l’esempio del laghetto realizzato nel territorio di San Giuliano, che facilitò l’intervento degli elicotteri la notte dell’incendio, per mettere in evidenza “<strong>l’importanza delle opere di prevenzione da parte del settore dell’anticendio boschivo</strong>; l’intervento di salvaguardia presentato oggi va nel senso dell’attenzione nella regione con più superficie boschiva in Italia. Voglio complimentarmi con il Servizio anticendio della Regione, che dipende dall’assessorato all’agricoltura, perchè è straordinariamente operativo ed efficiente. Grazie a tutti, volontari, operatori e tutti quanti si prodigarono quella notte”. Un ringraziamento anche ad <strong>Antonio Mazzeo</strong>, vicepresidente del Consiglio regionale presente nella sala consiliare di San Giuliano:<strong> il Consiglio infatti ha destinato risorse del proprio bilancio per la opere di forestazione</strong>. Presenti a San Giuliano anche gli assessori regionali <strong>Alessandra Nardini e Alberto Lenzi.</strong></p>
<p>L’assessore regionale all’agricoltura e alla forestazione, Leonardo Marras è intervenuto a entrambi gli appuntamenti: “Dopo aver affrontato l&#8217;emergenza &#8211; ha dichiarato &#8211; con un imponente sforzo del sistema regionale antincendi boschivi, oggi siamo qui a presentare la fase della ricostruzione e della prevenzione.<strong> Con un investimento di quasi 400 mila euro la Regione Toscana interviene rapidamente per mettere in sicurezza i versanti colpiti dall&#8217;incendio del Monte Faeta</strong>, ridurre il rischio idrogeologico e proteggere cittadini, abitazioni e infrastrutture. La tutela del bosco non si esaurisce nello spegnimento delle fiamme: significa accompagnare il territorio anche dopo l&#8217;incendio, con interventi concreti e mirati che rafforzano la resilienza dei nostri ecosistemi e rendono più efficace la prevenzione degli incendi futuri. <strong>È questo il modo in cui intendiamo esercitare il nostro ruolo: essere presenti, collaborare con gli enti locali e trasformare un evento drammatico in un&#8217;occasione per rendere il territorio più sicuro e più forte</strong>&#8220;.</p>
<p>Ad illustrare le opere previste in ciascun versante sono stati i tecnici del Settore Forestazione della Regione Toscana.</p>
<h3><strong>Lucca</strong></h3>
<p>A Lucca gli interventi del progetto di fattibilità riguarderanno principalmente la sistemazione e consolidamento del versante sopra le abitazioni di via dei Marinari a Santa Maria del Giudice, per prevenire e contenere le conseguenze idrogeologiche determinate dalle piogge autunnali; <strong>il ripristino di vari chilometri di strade forestali e sentieri per raggiungere più velocemente le zone interne e più impervie del monte</strong>; la realizzazione di viali parafuoco per contenere eventuali incendi futuri. Sarà inoltre ripristinato un invaso artificiale antincendio boschivo per conservare una riserva d&#8217;acqua da utilizzare in caso di emergenza.</p>
<p>All’assemblea che si è tenuta a San Concordio, dopo il saluto del sindaco Mario Pardini, il vicesindaco con delega alla protezione civile Fabio Barsanti è entrato nel merito del progetto: “Gli interventi che riguardano il territorio di Lucca, dove<strong> l&#8217;incendio ha distrutto ben 406 ettari di superficie, sono concentrati in tre zone: sopra l&#8217;area abitata di via dei Marinari a Santa Maria del Giudice verrà sistemato il versante</strong> dove durante l&#8217;emergenza era stata realizzata una linea tagliafuoco con una macchina per movimentare la terra, sarà inoltre ripristinata la strada forestale locale per 340 metri. Nella vallata più a ovest di via di San Pantaleone saranno ripristinate <strong>la strada forestale Molinaccio – Eremo di San Pantaleone per una lunghezza di 1500 metri e la strada Eremo San Pantaleone – La Spadina di 545 metri</strong>. Sarà inoltre realizzato un viale parafuoco Passo Conserva – Strada Vicinale di Pianettori per una lunghezza di circa 3,5 km. <strong>Infine nella zona del crinale fra i monti Castagno e Faeta sarà realizzato un viale parafuoco</strong> Zona Castagno – Passo della Conserva di quasi 4 chilometri; sarà ripristinato l&#8217;invaso artificiale dell&#8217;antincendio boschivo e la relativa strada forestale di accesso al Passo della Conserva e sarà risistemato <strong>il vicino sentiero Cai numero 100 che unisce l&#8217;invaso artificiale Passo della Conserva – Monte Faeta per 850 metri</strong>”.</p>
<h3><strong>San Giuliano Terme</strong></h3>
<p>Nella sala consiliare del Comune è stato fatto il punto sugli interventi del progetto di fattibilità che si concentreranno in tre aree. <strong>Sul Monte Castellare sarà realizzato un numero consistente di graticciate con materiale di risulta per regolare il deflusso delle acque superficiali e nell’area del Sugherone verranno ripristinate le due importanti strade forestali che collegano lo stesso Sugherone con la località “Le Fontanelle” attraverso il Passo del Castagno.</strong></p>
<p><strong>Gli interventi più consistenti sono nella frazione zona di Ragnaia</strong>, la località del lato pisano del Faeta più colpita dall’incendio: qui saranno sistemate le graticciate e realizzato un ampio intervento di selvicoltura per ripristinare la fascia di vegetazione a prevalenza di sughere che circonda il perimetro degli oliveti. Prevista anche la realizzazione di una fascia di protezione lungo via della Ragnaia, con taglio delle piante e interventi di decespugliamento e il ripristino del sentiero Cai 117 che da Fontanelle conduce a Mirteto. Sempre ad Asciano i lavori previsti sono stati preceduti da alcuni interventi propedeutici, anch’essi finanziati dall’amministrazione regionale, riferiti alla realizzazione, nei dintorni della via di Valle, di piccole briglie in legno all’altezza dei vallini percorsi dai ruscelli che scendono dal Faeta, e di una cosiddetta “vasca di calma”,<strong> un piccolo bacino artificiale che, abbinato a una briglia di sassi, ha la funzione di smorzare ulteriore la velocità della discesa dell’acqua e di altri materiali solidi verso valle.</strong></p>
<p>Il sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli ha dichiarato: “Quelli previsti nel progetto di fattibilità sono interventi importantissimi per la salvaguardia dei ‘nostri’ versanti del Monte Faeta duramente colpiti dall’incendio di tre mesi fa: per questo siamo grati alla Regione Toscana, al presidente Giani e all’assessore Marras, per questo programma d’interventi, che partirà a breve, come per i lavori propedeutici già effettuati, sempre attingendo a risorse regionali. Gratitudine che estendiamo al consiglio regionale, e alla presidente Saccardi, per aver destinato al rimboschimento del Monte Faeta, una parte delle risorse provenienti dall’avanzo di bilancio.<strong> Mai come in questo momento nei ringraziamenti non c’è retorica: l’amministrazione regionale è stata al fianco delle nostre comunità fin dalle primissime ore dell’incendio</strong> e continua ad esserlo in modo concreto e fattivo, visti i tempi brevi in cui è arrivata alla progettazione degli interventi che è necessario completare prima dell’arrivo del periodo delle piogge più intense”.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Giani e Marras a Lucca e San Giuliano Terme: "Con opere di prevenzione sui due versanti rendiamo il territorio più sicuro e forte"]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cronaca</category>
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                                <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 08:36:44 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 05 Aug 2026 20:11:03 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Tragedia nella notte in A11: muore a 28 anni sbalzata dalla moto dopo l’incidente</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>LUCCA – <strong>Tragedia della strada nella notte lungo l&#8217;autostrada A11 Firenze-Pisa Nord</strong>. Un drammatico incidente si è verificato<strong> intorno alle 2,30 nel tratto compreso tra Lucca e Pisa Nord, all&#8217;altezza del chilometro 75 in direzione della costa.</strong></p>
<p>Lo scontro ha visto coinvolte <strong>un&#8217;autovettura e una motocicletta con due persone a bordo</strong>. La dinamica dell&#8217;impatto è ancora al vaglio delle forze dell&#8217;ordine, ma la violenza dell&#8217;urto è stata<strong> tale da sbalzare rovinosamente al suolo i due occupanti delle due ruote. Il bilancio complessivo conta quattro persone coinvolte e una vittima.</strong></p>
<p><strong>Per una donna di 28 anni in sella alla moto non c&#8217;è stato niente da fare</strong>: all&#8217;arrivo dei soccorritori il suo cuore aveva già cessato di battere e i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. L&#8217;uomo che viaggiava con lei, nato nel 1973, ha riportato lesioni e politraumi estremamente gravi ed è stato trasferito d&#8217;urgenza in codice rosso al pronto soccorso dell&#8217;ospedale Cisanello di Pisa. <strong>Praticamente illesi i due occupanti dell&#8217;auto – un ragazzo di 28 anni e una giovane di 22 –, che hanno rifiutato il trasporto in struttura sanitaria.</strong></p>
<p>Imponente lo schieramento dei mezzi di soccorso inviati sul posto dalla centrale operativa: sono intervenute l&#8217;automedica e un&#8217;ambulanza da Lucca, oltre all&#8217;automedica di Pisa e a due mezzi della Misericordia di Pisa.<strong> Sul luogo del sinistro sono operati anche i vigili del fuoco e gli agenti della Polizia di Stato per i rilievi di legge e la gestione della viabilità nel tratto autostradale.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il conducente, un uomo di 53 anni, in codice rosso a Cisanello. Sotto choc gli occupanti della quattro ruote, ma hanno rifiutato il trasporto in ospedale]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
                                    <category>Cronaca</category>
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                                <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 11:39:30 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 31 Jul 2026 23:41:45 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Muore annegato dopo un tuffo nelle acque del torrente Lima</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/muore-annegato-dopo-un-tuffo-nelle-acque-del-torrente-lima/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>BAGNI DI LUCCA – <strong>Tragedia nelle acque del torrente Lima</strong>, nel territorio comunale di Bagni di Lucca, dove <strong>un giovane di 27 anni ha perso la vita a causa di un annegamento durante una gita fuori porta</strong>. La vittima è un ragazzo di origine peruviana residente a Firenze.</p>
<p><strong>L&#8217;allarme e la macchina dei soccorsi sono scattati nel primo pomeriggio, intorno alle 14, in località Ponte a Maggio</strong>. Secondo quanto ricostruito finora dalle prime testimonianze, il ventisettenne si trovava in fiume insieme a due amici per fare un bagno e rinfrescarsi. Il giovane si trovava a bordo di un materassino gonfiabile quando, per cause ancora in corso di accertamento, il natante si è improvvisamente ribaltato. <strong>Finito in acqua, il ragazzo è sprofondato senza più riuscire a riemergere in superficie.</strong></p>
<p>L&#8217;immediata chiamata d&#8217;emergenza ha fatto convergere sul posto i sanitari del 118, le squadre dei<strong> vigili del fuoco</strong>, comprese le unità dei sommozzatori e le squadre del Soccorso Alpino. Proprio questi ultimi, dopo accurate ricerche nello specchio d&#8217;acqua, hanno individuato e recuperato il corpo ormai privo di vita del ventisettenne.</p>
<p><strong>La vittima era giunta nella frazione del comune lucchese da Firenze per trascorrere una giornata di relax insieme a un piccolo gruppo di amici.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Un 27enne di origine peruviana e residente a Firenze era in gita con due amici: entrato in acqua con un materassino non è più riemerso]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 20:49:41 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 30 Jul 2026 17:26:51 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Mancato accredito a Ilaria Bonuccelli per il Festival Pucciniano: interviene l’assessora Manetti</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/mancato-accredito-a-ilaria-bonuccelli-per-il-festival-pucciniano-interviene-lassessora-manetti/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">La vicenda legata al mancato accredito della giornalista Ilaria Bonuccelli per il Festival Pucciniano registra l&#8217;intervento dell&#8217;assessora regionale alla cultura con delega all&#8217;informazione ed e</p>
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<p data-path-to-node="0">ditoria, Cristina Manetti. L&#8217;esponente della giunta ha manifestato attenzione e preoccupazione per l&#8217;accaduto, richiamando la presa di posizione già espressa dall&#8217;Ordine dei Giornalisti della Toscana.</p>
<p data-path-to-node="1">Pur ribadendo la necessità di rispettare l&#8217;autonomia della Fondazione Festival Pucciniano, Manetti ha sottolineato l&#8217;importanza di fare luce sulle ragioni alla base del provvedimento. Secondo l&#8217;assessora, l&#8217;assenza di spiegazioni adeguate rischierebbe di compromettere la trasparenza e la tutela del lavoro giornalistico. La nota si conclude con un richiamo al valore del confronto e del diritto di cronaca, definiti elementi essenziali per la crescita culturale.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L'assessora regionale Cristina Manetti si unisce all'Ordine dei Giornalisti sul caso della cronista a cui è stato negato l'accredito]]></excerpt>
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                                <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 13:58:21 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 22 Jul 2026 13:58:21 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Abitano la villa di lusso ma percepiscono sostegni per indigenti: denunciata coppia di Camaiore</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/abitano-la-villa-di-lusso-ma-percepiscono-sostegni-per-indigenti-denunciata-coppia-di-camaiore/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>CAMAIORE – <strong>Ricevevano dagli enti pubblici ogni possibile sussidio di sostegno al reddito e persino l&#8217;assegnazione gratuita dell&#8217;ombrellone allo stabilimento balneare comunale di Camaiore, ma vivevano in una villa da 1500 euro al mese a due passi dal mare e gestivano società in Svizzera e Gran Bretagna.</strong> A scoprire il maxi raggiro ai danni dello Stato sono stati i finanzieri del Ccomando Provinciale di Lucca, che al termine di una riservata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Massa hanno denunciato una coppia residente a Camaiore per indebita percezione di erogazioni pubbliche.</p>
<p>Nei guai sono finiti una donna extracomunitaria e il convivente, un uomo originario dell&#8217;hinterland napoletano. I due, pur risultando completamente sconosciuti al fisco fin dal 2019 e autocertificando ai vari uffici un grave stato di indigenza economica, sono finiti nel mirino dei militari della Sezione pperativa delgGruppo della Guardia di Finanza di Viareggio.</p>
<p><strong>L&#8217;attività di monitoraggio incrociata tra le erogazioni assistenziali e gli indicatori oggettivi di ricchezza</strong> – come le proprietà, i contratti d&#8217;affitto e lo stile di vita mostrato anche sui social – ha subito evidenziato una palese anomalia: la coppia risiedeva infatti in <strong>una villa posizionata ad appena 700 metri dalla passeggiata a mare di Lido di Camaiore, pagando un canone mensile di ben 1500 euro.</strong></p>
<p>Gli approfondimenti svolti attraverso l&#8217;analisi delle banche dati, delle fonti aperte e dei flussi finanziari hanno permesso di accertare che i due erano in realtà titolari di diverse società estere operanti nel settore del supporto alle imprese, con sede in Svizzera e in Gran Bretagna. Dall&#8217;esame dei conti correnti è emerso che negli ultimi cinque anni la coppia aveva trasferito dai conti svizzeri a quelli italiani qualcosa come 200mila euro in contanti.</p>
<p>Un patrimonio occultato che ha consentito loro di fare <strong>incetta di aiuti pubblici destinati alle famiglie indigenti</strong>: 41.226 euro incassati sotto forma di assegni sociali, 3.252 euro percepiti attraverso varie richieste di reddito di cittadinanza, 1.359 euro di esenzione dalla TARI, 1.922 euro di &#8220;buoni mensa scolastica&#8221; e persino l&#8217;assegnazione del &#8220;posto ombra&#8221; gratuito in spiaggia per ben quattro stagioni estive consecutive, per un valore commerciale stimato in 6.000 euro.</p>
<p>A conclusione delle indagini, i due sono stati denunciati alla procura di Massa per le ipotesi di reato previste dall&#8217;articolo 316-ter del codice penale (indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato per gli assegni sociali) e dall&#8217;articolo 7 del decreto legge 4/2019 relativamente alle indebite richieste del reddito di cittadinanza. Contestualmente, la Guardia di Finanza ha avviato le segnalazioni <strong>agli enti erogatori per far scattare le procedure di revoca dei benefici e il recupero integrale delle somme sottratte alla collettività.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Fondi occultati in conti correnti all'estero. Da 4 anni avevano anche l'ombrellone sociale del Comune in spiaggia]]></excerpt>
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                                <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:02:17 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 23 Jul 2026 08:25:31 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Resta infilzato da un palo mentre guida il trattore: tragico incidente in Lucchesia</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/resta-infilzato-da-un-palo-mentre-guida-il-trattore-tragico-incidente-in-lucchesia/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>PESCAGLIA – Un terribile e tragico incidente sul lavoro ha insanguinato il tardo pomeriggio di ieri (20 luglio) lungo la strada provinciale 1, nella frazione di <strong>Monsagrati</strong> nel comune di Pescaglia. L&#8217;allarme alla centrale operativa dei soccorsi è scattato intorno alle 19 per<strong> un tragico evento che ha visto coinvolto un uomo di 65 anni</strong>, la cui identità non è stata resa nota ma che si ritiene fosse residente della zona.</p>
<p>Secondo una prima ricostruzione, il 65nne si trovava alla guida di un trattore quando, per cause ancora in corso di accertamento, è stato <strong>violentemente colpito da una pesante trave</strong> che gli si è incastrata nell&#8217;addome, provocandogli lesioni gravissime. La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente: <strong>sul posto si sono precipitate l&#8217;ambulanza infermieristica giunta da Lucca, le pattuglie dei carabinieri e le squadre dei vigili del fuoco,</strong> fondamentali per liberare l&#8217;uomo dalla trave rimasta incastrata. Vista la drammaticità delle sue condizioni, è stato fatto<strong> levare in volo anche l&#8217;elisoccorso Pegaso 1.</strong></p>
<p>I sanitari hanno avviato manovre disperate di rianimazione per tentare di strappare il 65enne alla morte. Purtroppo <strong>ogni sforzo dei medici si è rivelato vano</strong>: i traumi riportati nell&#8217;impatto con la trave erano troppo gravi e <strong>l&#8217;uomo è deceduto sul posto prima di poter essere trasferito in ospedale.</strong></p>
<p>I rilievi sono affidati ai carabinieri per chiarire con esattezza l&#8217;esatta dinamica del drammatico infortunio.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[La vittima è un uomo di 65 anni: inutili i soccorsi e la chiamata dell'elisoccorso, sull'episodio indagano i carabinieri]]></excerpt>
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                                <pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:54:13 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 23 Jul 2026 08:25:32 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Fiamme sospinte dal vento nella zona di Bagnaia a Sovicille</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/fiamme-sospinte-dal-vento-nella-zona-di-bagnaia-a-sovicille/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>SOVICILLE – Un pomeriggio di grande mobilitazione sul fronte dell&#8217;antincendio boschivo, partito con la massima allerta nel senese e conclusosi con il contenimento del rogo, mentre in altre province – compresa quella di Lucca – sono proseguite <strong>le operazioni di bonifica e messa in sicurezza del territorio.</strong></p>
<p>L&#8217;allarme principale è scattato intorno alle 14 <strong>nella zona di Bagnaia, nel comune di Sovicille, in provincia di Siena</strong>. Le fiamme, alimentate e sospinte dal vento, si sono propagate rapidamente all&#8217;interno di un fitto bosco di querce caratterizzato da un denso sottobosco di ginepro. Data la potenziale pericolosità del fronte, la sala operativa provinciale <strong>ha disposto l&#8217;invio immediato di oltre dieci squadre di volontari dell&#8217;antincendio boschivo,</strong> supportate dall&#8217;alto da due elicotteri della flotta regionale e coordinate da un direttore delle operazioni. A rendere più complesse le prime fasi dell&#8217;intervento è stata la presenza nell&#8217;area di <strong>alcune linee elettriche, per le quali è stata valutata la disattivazione temporanea così da garantire l&#8217;incolumità del personale a terra.</strong> Fortunatamente, nessuna abitazione è rimasta minacciata dal fuoco.</p>
<p>Dopo ore di faticoso lavoro, il dispiegamento coordinato tra le squadre a terra e i continui sganci d&#8217;acqua degli elicotteri ha dato i suoi frutti, <strong>portando allo spegnimento del rogo. I soccorritori hanno avviato subito le operazioni di bonifica realizzando, tramite attrezzature manuali,</strong> delle staccate larghe circa un metro: una fascia di sicurezza necessaria per separare la superficie bruciata dalla vegetazione rimasta intatta, evitando così l&#8217;insorgere di pericolosi nuovi focolai. Per tutta la serata sono stati programmati i cambi del personale in modo da assicurare una costante sorveglianza notturna dell&#8217;area.</p>
<p><strong>La giornata sul fronte degli incendi ha registrato criticità anche nel resto della Toscana</strong>, con nuovi principi di incendio boschivo in<strong> Casentino e nel Pisano, che al momento non destano comunque preoccupazione. In provincia di Lucca, invece, l&#8217;attenzione è rimasta alta in Versilia:</strong> per tutta la mattinata sono proseguite le complesse <strong>operazioni di messa in sicurezza sul costone della montagna di Malbacco, nel comune di Seravezza.</strong> Qui, grazie al lavoro aereo garantito da due elicotteri regionali, è stata bonificata la zona impervia dove il fuoco <strong>ha mandato in fumo circa due ettari di vegetazione rada.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Impegnate oltre dieci squadre di volontari dell'antincendio boschivo supportate dall'alto dalla flotta regionale: rogo spento, via alla bonifica]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 18:06:12 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 22 Jul 2026 08:25:54 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Riciclava il denaro della Mala del Brenta: condannato, confiscati beni per due milioni di euro</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/riciclava-il-denaro-della-mala-del-brenta-condannato-confiscati-beni-per-due-milioni-di-euro/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>FIRENZE &#8211; Nell’ambito di attività di indagine svolta con la pocura della Repubblica di Venezia, militari del <strong>Nucleo speciale polizia valutaria della Guardia di Finanza,</strong> con il supporto dei Finanzieri dei Comandi Provinciali di Venezia e Firenze, hanno eseguito u<strong>n’ordinanza applicativa di confisca nei confronti di un soggetto, condannato per aver riciclato proventi illeciti riconducibili a Felice Maniero</strong>, ex capo dell’associazione criminale di stampo mafioso, denominata Mala del Brenta.</p>
<p>Le indagini, a suo tempo condotte dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria, scaturirono dalle dichiarazioni di<strong> Felice Maniero</strong>, ex capo della citata associazione criminale e consentirono di individuare la destinazione dei proventi illeciti dei reati commessi dall’associazione mafiosa.</p>
<p>Le investigazioni, svolte attraverso accertamenti bancari, analisi documentale, indagini tecniche, approfondimenti economico-patrimoniali ai fini della determinazione della sproporzione reddituale, rogatorie internazionali disposte dall’autorità giudiziaria, assunzioni a sommarie informazioni di persone informate sui fatti e riscontri in loco, <strong>hanno consentito di confermare le dichiarazioni dell’ex capo della citata associazione mafiosa e individuare i proventi illeciti impiegati per l’acquisto di beni immobili e mobili,</strong> tra cui orologi (Rolex e Cartier) e autovetture di lusso, strumenti finanziari di investimento riconducibili a Felice Maniero.</p>
<p>L’attività investigativa si era conclusa con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare e con il contestuale sequestro di beni immobili, disponibilità finanziarie, autovetture e beni di lusso, in relazione alle <strong>condotte di riciclaggio dei proventi illeciti dell’associazione mafiosa capeggiata da Felice Maniero.</strong></p>
<p>Pertanto a seguito della sentenza definitiva di condanna, il tribunale di Venezia<strong> ha disposto la confisca dei beni, riconducibili al condannato e ai propri congiunti, consistenti in 2 immobili siti in Provincia di Firenze e Lucca, 5 autovetture, gioielli e quadri di valore</strong> affidati in amministrazione giudiziaria, disponibilità finanziarie depositate in conti correnti e <strong>il contenuto delle cassette di sicurezza di due istituti bancari</strong> nella zona di Empoli (denaro contante per 90 mila euro e 15 orologi di lusso), <strong>per un ammontare complessivo sottoposto a confisca pari a circa due milioni di euro.</strong></p>
<p>La confisca di patrimoni illeciti costituisce una importante forma di contrasto agli illeciti economici e finanziari ma assume anche un valore sociale poiché consente di restituire alla collettività ricchezze accumulate nel tempo dalle organizzazioni criminali.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Recuperati anche in Toscana denaro contante, orologi di lusso e due immobili nelle province di Firenze e di Lucca]]></excerpt>
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                                <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 08:09:02 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 21 Jul 2026 07:55:49 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Muore ciclista travolto da un’auto fra Massarosa e Viareggio</title>
                <link>https://corrierelucchese.it/provincia/cronaca/muore-ciclista-travolto-da-unauto-fra-massarosa-e-viareggio/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>MASSAROSA – Una domenica mattina di tragedia sulle strade della Versilia. Un drammatico incidente stradale è costato la vita a un cicloamatore, travolto e ucciso da un&#8217;autovettura mentre si trovava<strong> in sella alla sua bicicletta da corsa lungo la via di Montramito, proprio al confine tra i territori comunali di Viareggio e Massarosa.</strong></p>
<p>Il tragico impatto si è consumato intorno alle 9,30 di oggi (19 luglio).</p>
<p>La richiesta d&#8217;emergenza alla centrale operativa del 118 ha messo in moto una macchina dei soccorsi imponente quanto, purtroppo, inutile. Secondo una prima e ancora provvisoria ricostruzione al vaglio degli inquirenti, <strong>una Fiat Panda condotta da una donna di mezza età stava percorrendo la carreggiata in direzione di Massarosa</strong>. Per cause ancora in corso di accertamento, l&#8217;utilitaria ha <strong>violentemente investito il ciclista – un uomo dall&#8217;apparente età compresa tra i 60 e i 70 anni</strong> – che stava viaggiando <strong>nella stessa direzione di marcia.</strong></p>
<p>L&#8217;impatto con il veicolo è stato devastante. <strong>La centrale del 118</strong> ha inviato sul posto l&#8217;automedica di Viareggio e un&#8217;ambulanza della <strong>Croce Verde viareggina</strong>, allertando immediatamente anche <strong>l&#8217;elisoccorso Pegaso 3 da Massa</strong> per abbreviare al massimo i tempi di trasporto.</p>
<p><strong>Purtroppo, ogni tentativo di soccorso si è rivelato vano</strong>: l&#8217;uomo è deceduto poco dopo lo scontro a causa delle <strong>gravissime lesioni </strong>riportate e il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatare <strong>il decesso sul colpo, rendendo inutile l&#8217;atterraggio dell&#8217;elicottero regionale</strong>. Sotto choc e colpita da un <strong>lieve malessere la conducente dell&#8217;auto</strong>, che è stata successivamente trasportata per accertamenti <strong>al pronto soccorso dell&#8217;ospedale Versilia.</strong></p>
<p><strong>La via di Montramito</strong> è rimasta a lungo completamente chiusa al traffico per consentire le delicate operazioni di soccorso, <strong>la messa in sicurezza dell&#8217;area</strong> e <strong>i rilievi di rito</strong>, fino a quando il magistrato di turno non ha concesso il nulla osta per <strong>la rimozione della salma</strong>, sulla quale è stata formalmente disposta<strong> l&#8217;autopsia per fare piena luce sulle cause del decesso.</strong></p>
<p>Le indagini e i rilievi stradali per ricostruire nel dettaglio l&#8217;esatta dinamica del drammatico sinistro sono affidati agli agenti della <strong>polizia municipale di Massarosa,</strong> impegnati a chiarire le responsabilità di una domenica che si è trasformata in dramma.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Dramma sulla via di Montramito, inutili i soccorsi. Lieve malore anche per la donna alla guida della Fiat Panda]]></excerpt>
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                                <pubDate>Sun, 19 Jul 2026 13:21:32 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 20 Jul 2026 18:25:32 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Inseguimento tra Viareggio e Camaiore: arrestato 33enne al termine della fuga</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>VIAREGGIO &#8211; Un inseguimento notturno tra Viareggio e Camaiore si è concluso con l&#8217;arresto di un trentatreenne straniero, fermato dai Carabinieri dopo una manovra di fuga protrattasi per diversi chilometri. L&#8217;episodio si inserisce nel contesto dei controlli stradali rafforzati in Versilia per gestire l&#8217;elevato flusso di visitatori durante il periodo estivo.</p>
<p data-path-to-node="1">Tutto è iniziato in via della Gronda, a Viareggio, dove una pattuglia della Sezione Radiomobile ha segnalato a una vettura di accostare per un controllo di routine. Invece di fermarsi, il conducente ha accelerato bruscamente, costringendo i militari a inseguirlo. Durante il tragitto, durato fino in via delle Bocchette nel comune di Camaiore, i Carabinieri hanno mantenuto il contatto visivo con il fuggitivo utilizzando sirene e lampeggianti, adottando una tecnica di guida prudente per evitare che le manovre azzardate del conducente potessero causare incidenti con altri veicoli in transito.</p>
<p data-path-to-node="2">L&#8217;operazione si è conclusa senza feriti. Dagli accertamenti effettuati subito dopo il fermo, è emerso che l&#8217;uomo, privo di fissa dimora in Italia, era alla guida di un&#8217;auto intestata a un cittadino di nazionalità polacca residente nel grossetano. Il trentatreenne ha esibito agli agenti una patente di guida estera, sulla quale sono in corso verifiche per confermarne la validità.</p>
<p data-path-to-node="3">L&#8217;intervento è stato possibile grazie al potenziamento del presidio del territorio lungo la costa, che ha permesso di aumentare il numero di pattuglie operative nelle ore notturne. Le autorità hanno sottolineato come la prontezza del dispositivo di sicurezza abbia consentito di interrompere la situazione di pericolo prima che potesse avere conseguenze ben più gravi per la sicurezza pubblica.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Una manovra di fuga protrattasi per chilometri, da via della Gronda fino a Camaiore, si conclude con il fermo di un cittadino straniero da parte dei Carabinieri]]></excerpt>
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                                <pubDate>Tue, 14 Jul 2026 15:30:24 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 14 Jul 2026 15:30:24 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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